28 giugno 2018

I miti mediterranei di Alba Gonzales a Palermo

Quando si parla di Mediterraneo si tende a pensare subito al Mare oppure a un certo tipo di stile o di carnagione o di dieta, ma sapete che si può parlare anche di “razza mediterranea”?

Di questi tempi, magari, non è neanche un male ricordarlo e allora ve la racconto brevemente qui la storia: la razza mediterranea, o semplicemente “i mediterranei”, proviene dall’Africa settentrionale, essi occuparono - tra gli altri territori - anche gran parte dell’Europa centrale fondendosi con le preesistenti popolazioni del paleolitico e del mesolitico. 

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Mar Mediterraneo

Dai Mediterranei ebbero origine varie genti europee e nordafricane quali gli Iberi, i Liguri, i Sicani, i Libici, i Minoici e varie popolazioni italiote, preelleniche e proto egiziane al punto che poi con le successive fusioni, delineatasi nel corso dei secoli,  anche con le popolazioni orientali si sono modificati i caratteri somatici originari di queste popolazioni.

In linea di massima possono essere definiti “mediterranei” quegli individui con cranio di forma allungata, viso stretto e allungato, capelli bruni, occhi castani e pelle bruna, piuttosto frequenti in Spagna, Francia, Italia meridionale e insulare.

Il Mar Mediterraneo occupa nella storia un posto di importanza eccezionale poiché sulle sue rive e nelle isole che racchiude sono sorti e si sono succeduti più imperi e civiltà che in qualsiasi altra zona della Terra.

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Resti dell'Antica Grecia, Partenone

La mescolanza delle popolazioni cosiddette “mediterranee” con quelle immigrate da est e da nord, in tempi diversi e in ondate successive, di razza semitica e indoeuropea,  ebbe come risultato la costituzione nel Mediterraneo di Stati marinari oltremodo dinamici, già in età assai antica.

Per questo il Mediterraneo come incontro di diverse civiltà è un monito a non dimenticare il passato, un passato che ci accomuna ad altre genti ed etnie. Il Mediterraneo antico infatti fu greco, fenicio-punico, romano, arabo, e si (ri)trovò per forza di cose a fare i conti con diverse identità.

Oggi, più che mai, diventa fondamentale saper cogliere quell’eredità: un’eredità la cui chiave di lettura è fornita dall’interpretazione dei miti, i quali ci raccontano le avventure dei popoli.

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È il caso dei miti del Mediterraneo, facendo riferimento soprattutto a quelli degli antichi Greci e dei Romani. Sicuramente quelli greci sono più conosciuti avendo questo popolo colonizzato le regioni dell’Italia meridionale che, per questo, presero il nome di “Magna Grecia”. Cosicché l’immenso mare in burrasca o quello tranquillo che invitava alla navigazione e all’avventura fece nascere miti e credenze legati soprattutto al Mar Mediterraneo.

Ispirata ai miti del Mediterraneo è la mostra “Miti mediterranei” allestita nel parco della Fondazione Whitaker di Palermo, città “meticcia” per eccellenza: 19 sculture realizzate dall’artista Alba Gonzales, meticcia anche lei: romana di nascita ma con origini siciliane, spagnole, greche e francesi, acquisite tra genitori e nonni.

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Alba Gonzales, Sfidando il sogno di essere farfalla, 2015

Questo spiega quella sorta di “cosmopolitismo mediterraneo” insito nella vita non solo personale, ma anche artistica della Gonzales, da anni legata all’analisi del patrimonio mitico e mitologico: un viaggio ideale e simbolico che unisce corpi e leggende, omaggio a un patrimonio antichissimo che appartiene a tutti i popoli che si sono affacciati nel corso dei secoli nel bacino mediterraneo, nati da un unico sangue.

Una caratteristica che non poteva non riguardare anche la sede della mostra, Villa Malfitano Whitaker, sorta per volere di Giuseppe Whitaker esponente illustre della comunità anglopalermitana di fine Ottocento, dotata di tesori giunti dalle culture più disparate.



Miti del Mediterraneo, 25 maggio - 30 settembre 2018, Villa Malfitano - Fondazione Giuseppe Whitaker, via Dante 167, Palermo. Ingresso libero. Per maggiori informazioni: info@fondazionewhitaker.it
giugno 28, 2018 / di / 0 Comments

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