7 maggio 2018

Manet e Massimiliano d’Asburgo al Castello di Miramare di Trieste

Édouard Manet (Parigi 1832 - 1883), figlio di un magistrato, cominciò a dedicarsi alla pittura dopo aver intrapreso la carriera di ufficiale di marina imbarcandosi, come allievo pilota, per un lungo viaggio in Brasile. Al ritorno entrò nello studio dell'artista Thomas Couture, portandovi però un atteggiamento ribelle all’accademismo imperante. 

Abbandonò la scuola dopo 6 anni (nel 1856) durante i quali copiò dipinti del Louvre e compì viaggi in Italia, Germania e Olanda. Tra le sue prime opere il realistico Il bevitore di assenzio e Il chitarrista spagnolo.

Édouard Manet, Autoritratto, 1879, olio su tela, collez. privata

Lo studio dei grandi maestri spagnoli (Velázquez e Goya su tutti) e la moda ispanizzante del tempo gli ispirarono numerosi dipinti, fra i quali Ragazzo con ciliegie. In seguito, nel 1863 affrontò una personale alla Galleria Martinet con quattordici tele, tra cui Lola di Valenza contro la quale si appuntarono l’ostilità e l’irrisione del pubblico e della critica. Ma soprattutto con Le déjeuner sur l’herbe l’artista affermò la propria personalità nella scelta del soggetto e nel modo di rappresentarlo suscitando presso il grande pubblico sdegno e scandalo ma nei giovani pittori d’avanguardia (Monet, Renoir, Cézanne, Pissarro) un’ammirazione sconfinata, che li portò a riconoscere in lui il maestro della nuova pittura.

La sua arte suscitava scalpore da un lato per la semplificazione dei mezzi espressivi, dall’altro per la novità dei soggetti, attinti dalla vita contemporanea e trattati per il loro puro valore pittorico.

Édouard Manet, Ragazzo con ciliegie, olio su tela, 1859, Fondazione Calouste Gulbenkian, Lisbona

Il nostro subì anche il fascino degli Impressionisti, dei quali frequentò soprattutto Claude Monet, ma non partecipò mai alle manifestazioni ufficiali del gruppo quindi per quanto il movimento esercitò su di lui una certa influenza non lo assorbì mai completamente. 

L'opera di Manet si può certamente dire che fu ricca e varia: comprese ritratti, nature morte, scene di genere, vedute cittadine, e pure una serie dedicata al mondo dei caffè-concerto e alla vita notturna di Parigi, ma anche avvenimenti che lo impressionarono non poco. 

Édouard Manet, L'esecuzione dell'imperatore Massimiliano, 1868, National Gallery, Londra

Tra questi vi fu la fucilazione di Massimiliano d’Asburgo - principe imperiale e arciduca d'Austria che divenne imperatore del Messico nel 1864 con l’appoggio di Napoleone e dei gruppi conservatori messicani - avvenuta per mano degli oppositori repubblicani capeggiati da Benito Juàrez e al quale dedicò l’opera L’esecuzione dell’imperatore Massimiliano, ma anche altri dipinti oltre ad uno schizzo a olio e una lastra litografica. Opere censurate dal Salon di Parigi e mai esposte, finché Manet fu in vita, per la loro vis polemica.

A questo avvenimento, a distanza di 150 anni dalla morte dell’imperatore, il Castello Miramare di Trieste ha voluto dedicare una rassegna eterogenea, "Massimiliano e Manet. Un incontro multimediale", fatta di proiezioni e rappresentazioni teatrali, oltre all’esposizione di lettere, documenti originali, giornali d’epoca, scatti di François Aubert - il fotografo autorizzato a immortalare il corpo dell’imperatore - e naturalmente dipinti come quelli realizzati da Manet, che è l’altro protagonista della rassegna oltre naturalmente all’imperatore Massimiliano d’Asburgo.

Castello di Miramare, Trieste

La rassegna, infatti, ricostruisce una sorta di “incontro impossibile” tra il grande pittore francese e il monarca la cui vita fu legata a doppio filo alla struttura triestina: fu proprio il re a far costruire il Castello di Miramare, da cui salpò alla volta del Messico dopo averne accettato la corona e dove le sue spoglie fecero ritorno, quattro anni dopo.


Massimiliano e Manet. Un incontro multimediale, 12 maggio - 30 dicembre 2018, Castello di Miramare, Viale Miramare, Trieste. Qui informazioni su orari e tariffe.
maggio 07, 2018 / di / 0 Comments

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