22 aprile 2018

Le mondine di Morbelli in esposizione a Novara

Il riso è oggi coltivato in tutti i continenti, esso non costituisce soltanto un alimento, è società, politica, cultura, economia, bellezza del paesaggio e senso d’appartenenza, è entrato nella vita della gente come cibo quotidiano ma fa la sua parte anche nelle feste religiose e nei riti nuziali, nei quadri così come nelle canzoni. La sua coltivazione ha modificato i paesaggi, introdotto nuovi piatti e fornito ai contadini nuove fonti di reddito.

Giuseppe Pellizza da Volpedo, Membra stanche, 1905-06, olio su tela

La coltivazione del riso nel nostro Paese è una pratica che nel corso del tempo si è andata sempre più delineando come identità storica e culturale territoriale. Nella Pianura Padana le mondine con il loro impegnativo lavoro, per il quale erano spesso costrette a migrazioni stagionali, con il loro abbigliamento tradizionale, le condizioni precarie nelle quali erano spesso costrette a vivere e con le loro lotte al fine di ottenere condizioni di lavoro più eque sono entrate, specie dagli inizi dell’Ottocento, nell’immaginario collettivo generando nei pittori ma anche nei letterati, nei musicisti e registi il bisogno di raffigurarle, ognuno con la propria arte, per raccontare uno spaccato della realtà italiana di quel periodo. 

Renato Guttuso, Riso amaro, bozzetto

Tra i vari pittori interessati a immortalare il loro mondo troviamo Giuseppe Pellizza da Volpedo (Membra stanche, 1903- 1906), Renato Guttuso, che realizzò una serie di illustrazioni per il noto film di Giuseppe de SantisRiso amaro” con Silvana Mangano, e soprattutto Angelo Morbelli, uno dei maggiori rappresentanti del Divisionismo italiano. La tecnica divisionista fu, infatti, lo strumento che l'artista utilizzò per confrontarsi con la realtà, sperimentando continuamente e rapportandosi al colorismo dei pittori del Seicento.

Proprio un dipinto di Morbelli, Risaiuole, è al centro di una mostra - “Vita in risaia. Lavoro e socialità nella pittura di Angelo Morbelli” - a Novara che coinvolge sia la Galleria d’Arte Moderna Paolo e Adele Giannoni di Novara che il Museo Borgogna di Vercelli.

Angelo Morbelli, Risaiuole, 1897, olio su tela

Si tratta di un dipinto risalente al 1897 tornato alla ribalta dopo oltre cento anni: l’opera, infatti, fu presentata al pubblico solo in un’occasione e cioè nel 1899, quando fu acquistata dalla Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano per poi essere affidata a uno dei suoi associati per sorteggio, entrando in collezione privata e rimanendovi fino a oggi.

Le “Risaiuole” di Morbelli hanno la loro importanza non solo sul piano artistico,  suggeriscono infatti anche approfondimenti sulle tecniche di coltivazione del riso e sulla storia del lavoro nelle campagne, specie tra Novara e Vercelli, tra Ottocento e Novecento. Oltre a questa tela vi è in mostra anche il capolavoro di proprietà del Museo Borgogna di Vercelli, “Per ottanta centesimi!” (1895), un’ulteriore opportunità per  approfondire il tema del lavoro femminile (il titolo dell'opera indica il compenso quotidiano delle mondine, 80 centesimi appunto), in particolare di quello svolto nelle risaie, ma anche per seguire lo sviluppo del divisionismo dello stesso artista.


Angelo Morbelli, Per ottanta centesimi!, 1895, Museo Francesco Borgogna, Vercelli

L'evento novarese è, oltretutto, un’anticipazione della mostra "Ottocento in collezione. Dai Macchiaioli a Segantini", in programma dal prossimo autunno negli spazi espositivi del Castello di Novara.


Vita in risaia. Lavoro e socialità nella pittura di Angelo Morbelli, 13 - 25 aprile 2018 Galleria Giannoni, via Fratelli Rosselli 20, Novara; 29 aprile - 1 luglio 2018, Museo Borgogna, Vercelli, Piemonte. Novara: ingresso gratuito; Vercelli: € 10, ridotto € 8. Per maggiori info e contatti vedere qui e qui.




aprile 22, 2018 / di / 0 Comments

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