15 marzo 2018

Il Museo Bailo di Treviso omaggia Gino Rossi e la sua arte

Gino Rossi (Venezia 1884 - Treviso 1947) fu un pittore italiano, una singolare figura sostanzialmente estranea all’ambiente italiano stesso. La sua formazione non a caso avvenne a Parigi, dove già nel 1908 rimase affascinato dal colorismo di Gauguin e van Gogh, ma anche dalla sintesi di Cézanne, influenze attestate dalle opere del periodo 1908-1914 caratterizzate da colori piatti e al contempo squillanti.

Dopo un ulteriore soggiorno parigino (1918) il contatto con l’esperienza cubista lo condusse a una visione più solida, dove la linea assume un valore costruttivo. Ma pur attraverso queste influenze la visione dell’artista restò sostanzialmente originale (specie nelle nature morte dell’ultimo periodo, chiamate “costruzioni”) con una certa predilezione - riguardo i soggetti dei suoi dipinti -  per gli ultimi, gli umili,  coloro tendenti a vivere ai margini della società, non certo per soggetti altolocati o provenienti dal ceto medio borghese.

Gino Rossi, Primavera in Bretagna, 1909 circa,  Museo Civico Luigi Bailo

Lo stesso Rossi è stato da molti annoverato tra gli ultimi essendo stato un artista per molto tempo trascurato, nonostante possa contare su una bibliografia e letteratura artistica, ma anche provvisto di una vicenda personale un bel po’ contorta, ragion per cui cominciò a farsi conoscere con le sue opere in età matura per poi arrivare al 1921, l’anno che segnò il suo ingresso in un istituto psichiatrico per restarci fino al 1947, anno in cui morì a Treviso.

Gino Rossi, va ricordato, combatté al fronte durante la guerra e fu anche fatto prigioniero. Tali vicende, insieme a particolari crisi familiari, scossero irrimediabilmente il suo equilibrio mentale. 

Nel periodo 1918-1924 realizza alcune opere che lo portano ad essere, come più tardi la critica riconoscerà, tra i più grandi artisti all'origine dell'arte moderna italiana.

Gino Rossi, Fanciulla del fiore, 1909

A settant’anni di distanza il Museo Bailo di Treviso, che già conserva stabilmente una decina di sue opere, ne ricorda arte e gesta grazie all’esposizione “Omaggio a Gino Rossi”, a cura di Marco Goldin. Un omaggio ad un artista considerato “raro”, un’affermazione azzeccata vista la poca vastità di opere riconducibili ad egli: produsse, infatti, non più di 130 dipinti. 

Una parte, dunque, piuttosto esigua di materiale se si considera che riuscì a dipingere per pochi anni soltanto, oltre al fatto che per effetto delle sue vicissitudini personali e familiari una parte non trascurabile di quanto da lui creato è finita distrutta o dispersa. 

Per questo motivo la mostra risulta essere un percorso espositivo completo che mette in risalto le opere di tutti i periodi del pittore, da quello bretone a quello di Burano, fino alle nature morte e ai ritratti di matrice post-cubista.




Omaggio a Gino Rossi, 18 febbraio - 3 giugno 2018, Museo Luigi Bailo, Borgo Cavour 24, Treviso. Biglietto intero 6 €. Maggiori informazioni qui oppure inviare una mail a info@museicivicitreviso.it
marzo 15, 2018 / di / 1 Comments

1 commento:

  1. Sicuramente andrò alla mostra
    Artista interessante!
    Grazie
    Adriana

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