6 febbraio 2018

Twin Peaks protagonista alla Nero Gallery di Roma

Una mattina nella località montana (immaginaria) di Twin Peaks, una (apparentemente) tranquilla cittadina nello stato americano di Washington, viene improvvisamente scoperto il cadavere di un’adolescente, tal Laura Palmer, la più amata e ammirata della scuola. Da qui parte tutta una serie di indagini affidate alla polizia locale e, soprattutto, all’agente dell’FBI Dale Cooper che finirà con l'immergersi in atmosfere pulp sconfinanti nell’horror e nel paranormale, il tutto condito da una certa surreale dose di ironia.

Chi non riconosce questo incipit legato ad una delle prime serie televisive di maggior impatto, e successo, risalente agli inizi dei mitici anni Novanta? Anche chi non ha potuto vedere ai tempi la serie (sul canale americano ABC fu trasmessa per la prima volta nell’aprile del 1990, mentre da noi approdò su Canale5 nel 1991) per ragioni anagrafiche s’è potuto poi rifare con registrazioni, video e altro materiale.

Martina D'Anastasio, The Black Lodge

Un serial televisivo durato solo 2 stagioni ma diventato nel frattempo un vero e proprio cult con tanto di tormentone, il famoso “chi ha ucciso Laura Palmer?” che ha finito per essere sulla bocca e nei pensieri di tutti coloro che la serie ideata da quel genialoide di David Lynch l’hanno seguita ed amata fino agli anni Duemila, al punto da farla ritornare nuovamente sugli schermi, stavolta su piattaforme a pagamento, per continuare ad ammaliarsi con i suoi torbidi e inquietanti misteri.

Una serie che ha rivoluzionato la storia della televisione arrivando a infrangere tabù che mai nessuno aveva osato sfiorare prima di allora. Se dapprima infatti sul mezzo televisivo dilagavano prodotti ben confezionati e politically correct (Happy Days, Star Trek, i Robinson, ecc.) quasi a voler proteggere il rassicurante modello delle serie televisive formato famiglia degli anni Ottanta, con Twin Peaks cade il velo del buonismo giungendo a trattare argomenti scabrosi come l’incesto, la violenza, la droga, il falso perbenismo della società americana. Roba non certo leggera.

Seven Moods, The man from Nowhere

E che dire dell’arte? Un elemento imprescindibile per Lynch che, non a caso, prima di dedicarsi ai film si è sempre occupato, fin da giovanissimo, di pittura e disegno. Una passione che lo portò a frequentare la Scuola del Museo di Belle Arti di Boston negli anni Sessanta e che ha finito con influenzare inevitabilmente le scene, i colori e le inquadrature dei suoi film, compreso Twin Peaks.

René Magritte, Edward Hopper, Francis Bacon sono tra i maestri dell’arte di cui si evince  l'influenza su certe scene o inquadrature targate Lynch: il regista stesso ammise in un’intervista di essersi ispirato a Bacon per creare, in Twin Peaks, la scenografia della Red Room.

Delphyne V., Do birds fly?

Dedicata a Twin Peaks è la mostra di arte contemporanea “Twin Peaks Group Show” presso la sede della Nero Gallery, a Roma, che vede la partecipazione di 24 artisti di fama internazionale con opere – ognuna delle quali incentrata su un singolo personaggio della serie – realizzate con tecniche diverse, che vanno dalla tradizionale pittura ad olio all’arte scultorea, fino alle più innovative tecniche digitali.

Una rassegna che ha lo scopo di voler toccare tutte le corde dell’arte iper contemporanea, dalle sfumature più leggere del pop alle profondità inquietanti del dark. L’intero ambiente, per l’occasione, è stato allestito ad hoc in chiave Twin Peaks,  a voler restituire il senso dell’universo mistico e simbolico di David Lynch.  



Twin Peaks Group Show, 27 gennaio - 10 marzo 2018, Nero Gallery, via Castruccio Castracane 9, Roma. Per maggiori informazioni: http://www.nerogallery.com/#contattaci

febbraio 06, 2018 / di / 0 Comments

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