17 gennaio 2018

Waiting, le maschere di Maria Grazia Carriero a Matera

Passate le feste natalizie sopraggiunge il periodo carnevalesco con i suoi colori allegri e le sue maschere tradizionali tra cui, le più rinomate, quelle di Arlecchino e Pulcinella. Ma quando si parla di “maschere”, anche se il pensiero ricorre immediato a queste di tal genere, ce ne sono - va rilevato -  di diverse tipologie. 

Ci sono maschere teatrali, artistiche, etnologiche, militari, sportive (basti pensare alla maschera che si indossa nelle sessioni di scherma, quella sorta di casco fatto di filo metallico che protegge il volto e la testa dello schermidore), e via discorrendo.

L’uso della “maschera” ha origini religiose e rituali: si hanno notizie certe dalla più remota antichità e presso i popoli più vari. Sin dal paleolitico superiore infatti l'uomo era solito usare maschere rituali durante i riti tribali, magici e religiosi, per permettere a stregoni e sciamani di contrastare gli spiriti maligni.


Una consuetudine, l’utilizzare camuffamenti durante le cerimonie religiose, in uso anche presso l’antica Grecia dove si arrivò a trasformare gradualmente queste rappresentazioni religiose in rappresentazioni teatrali. I lineamenti della maschera, tra l’altro, erano adattati al personaggio che l'attore doveva interpretare: in questo modo si aiutava lo spettatore a distinguere i personaggi e a capire meglio la trama.

L’uso delle maschere limitato a feste particolari come il Carnevale fu in voga nei secoli XVII-XVIII, parallelamente allo sviluppo dei personaggi tradizionali della commedia dell’arte, detti appunto “maschere”.

Fu col Medioevo che in tutta Europa subentrò l'uso di fare grandi e festosi cortei mascherati, che percorrevano le vie delle città. Durante il Carnevale medievale l'uso del mascheramento permetteva di demolire, seppur per qualche ora, le barriere  legate alla ricchezza e al rango sociale: in questo periodo dell'anno il ricco, mascherato da povero, poteva assumere certi comportamenti non concessi nella vita quotidiana e il povero, dal canto suo, travestito da ricco poteva accedere a luoghi solitamente proibiti e avvicinare, così, persone inaccessibili poiché distanti dalla propria classe sociale.


Lungi dall’essere una semplice copertura del viso e del corpo, la maschera è ad ogni modo l’esito di una pratica misterica che affonda le radici nelle antiche cerimonie sacre riservate agli iniziati, rituali primordiali ampiamente diffusi specie in determinate regioni o paesini del Sud Italia, come i piccoli centri lucani.

Una tipologia di maschere alla quale si è dedicata, studiandone e approfondendone gli aspetti più antichi, l’artista Maria Grazia Carriero, i quali risultati saranno visibili nella mostra “Waiting” presso lo spazio espositivo Arti Visive Gallery di Matera a partire dal 9 febbraio. Una mostra organizzata dall’Associazione culturale Achrome e patrocinata da Matera 2019 Capitale Europea della Cultura, e inserita nel calendario degli eventi dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale.

La tematica della “maschera” è dunque al centro della più recente indagine dell’artista, tradotta qui in lavori fotografici e installazioni che rielaborano immagini, storia e tradizione del folklore connesso alle celebrazioni sacre lucane della festa di Sant’Antonio Abate e a quelle “profane” del Carnevale (tra cui quelle di Tricarico e di Satriano di Lucania), dove i festeggiamenti – differenti per dinamiche e motivazioni – hanno un elemento in comune, la maschera appunto, percepita come l’indicatore di ciò che è racchiuso nelle profondità della psiche umana.


Celebrazioni che Maria Grazia Carriero ha approfondito arrivando a mescolare, con il proprio stile e il proprio approccio creativo, religione, superstizione, “la terra, il fuoco e la combustione”, ma anche la pasta e la fotografia, elementi importanti nel suo percorso e peculiari di questa specifica produzione.




Maria Grazia Carriero Waiting, 9 febbraio - 23 febbraio 2018, Arti Visive Gallery, Via delle Beccherie 41, Matera. Dal lunedì al sabato, dalle ore 18,00 alle ore 21,00. Per info e visite su appuntamento: https://www.facebook.com/artivisivegallery/




gennaio 17, 2018 / di / 2 Comments

2 commenti:

  1. Forse perché ho fatto teatro per vari anni, il tema della maschera mi ha sempre affascinato!
    Complimenti per il post, come sempre interessante
    Adriana

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    1. Grazie, cara Adriana! Ricambio i complimenti poiché anche i tuoi post sono altrettanto interessanti e tu lo sai! Un caro saluto.

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