19 dicembre 2017

Guido Reni in mostra al Museo Archeologico della Valle d’Aosta

Il pittore Guido Reni (Bologna 1575 - 1642) ricevette la sua prima educazione artistica presso il fiammingo Denijs Calvaert, chiamato anche Dionisio Fiammningo, che abbandonò dopo circa 9 anni di alunnato, attratto dalla nascente fama dei Carracci dei quali subì soprattutto l’influsso di Annibale, al contempo non trascurò lo studio di Raffaello.

Nel 1600-1603 circa, durante un soggiorno a Roma, dipinse la Crocifissione di San Pietro rivelando suggestioni, seppure superficiali, del Caravaggio. Tornato a Bologna partecipò alla decorazione del chiostro di San Michele in Bosco. Nel 1607 fu ancora a Roma, dove il cardinale Scipione Borghese gli commissionò opere di notevole impegno: la decorazione delle cappelle contigue di Sant’Andrea e di Santa Silvia presso San Gregorio al Celio, della cappella della Santissima Annunziata nel Quirinale e, nel 1613-14, l’Aurora nel casino del Palazzo Pallavicini-Rospigliosi, l’opera sua forse più celebrata, dove vivo è il ricordo di Raffaello e di Correggio.

Guido Reni, Autoritratto, 1602-1603, Galleria di Palazzo Barberini, Roma.

Nel 1614 ritornò a Bologna dove rimase fino alla morte, tranne che per due brevi viaggi a Napoli, nel 1622, e un nuovo soggiorno nella Capitale nel 1627. L’attività dell’ultimo periodo fu intensa e l’artista ebbe numerose commissioni anche da fuori: le quattro Fatiche di Ercole (Parigi, Louvre), la Cleopatra per il cardinale Leopoldo di Toscana (Firenze, Pitti), il celebrato Ratto di Elena per l’ambasciatore di Spagna (Parigi, Louvre). Ma oltre a queste ve ne sono altre di opere da ricordare, si pensi a La Strage degli Innocenti (Bologna, Pinacoteca Nazionale), celebratissimo nella letteratura artistica, fu eseguito per i conti Berò, proprietari di una cappella nella chiesa di San Domenico.

Proprio il magistrale dipinto La Strage degli Innocenti, realizzato nel 1611, è al centro di un’esposizione dedicata al pittore bolognese presso il Museo Archeologico Regionale della Valle D’Aosta: “La strage degli Innocenti. Manifesto del Raffaellismo di Guido Reni”, in partenza dal 13 gennaio, una mostra-dossier di alto livello scientifico.

Guido Reni, La strage degli innocenti, 1611, olio su tela, Pinacoteca Nazionale di Bologna.

Un percorso espositivo arricchito da apparati multimediali che ne ripercorrono la storia così che la pala d’altare, un olio su tela di grandi dimensioni, riesce a mettere in risalto le straordinarie doti pittoriche dell’artista, che qui ha raffigurato il drammatico episodio del Vangelo di Matteo - in cui viene narrato il massacro di bambini su ordine di Erode il Grande, re della Giudea, allo scopo di uccidere Gesù, della cui nascita a Betlemme era stato informato dai Magi - con una certa efficacia espressiva.

In mostra sarà presentata per la prima volta anche una Testa di Madonna attribuita a Raffaello, proveniente dalle Gallerie Estensi di Modena. Un’occasione eccezionale per ammirare opere straordinarie.



La Strage degli innocenti. Manifesto del Raffaellismo di Guido Reni, 12 gennaio - 18 febbraio 2018, Museo Archeologico Regionale della Valle D’Aosta, Piazza Roncas 12, Aosta. Biglietto € 6,00. Qui ulteriori informazioni.
dicembre 19, 2017 / di / 1 Comments

1 commento:

  1. Ho visto quel suo meraviglioso autoritratto alla galleria di Palazzo Barberini...
    Che emozione!!
    Adriana

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