11 dicembre 2017

A Roma le Visioni salentine di Giuseppe Palumbo presso il Museo delle Civiltà

Cosa c’è di meglio del cogliere un paesaggio, se non pure un territorio intero, attraversandolo in bicicletta o osservandolo dal finestrino di un treno fermando attimi da consegnare all’eternità grazie ad una macchina fotografica, meglio se di quelle di una volta dove sono assenti filtri correttivi e l’immagine la si può cogliere in tutte le sue reali, e più vere, sfumature?

Immagini, fotografie di questo genere sono al centro dell’attenzione dell’articolo di oggi e sono state scattate nei colori essenziali del bianco e del nero, dell'ocra, o in quelli appena accennati di inizio Novecento da Giuseppe Palumbo mentre percorreva il territorio di quella parte di Puglia nota come Salento.


Giuseppe Palumbo, fotografo, scrittore, giornalista e attento studioso del territorio, fu un personaggio unico nel panorama salentino della prima metà del XX secolo: su un piccolo calesse, su un treno o in sella a una bicicletta esplorò per cinquant’anni la Terra d’Otranto, fotografando e documentando il paesaggio naturale e umano, per valorizzarne luoghi, monumenti, risorse, produzioni di modo tale da “fissare nell’immagine il ricordo di cose, che si andavano già avviando a definitiva scomparsa”.

Fotografare luoghi e persone divenne pertanto un modo per prendersene cura, preservarli dall’oblio del tempo o dell’abbandono e, al contempo, un validissimo strumento per comprendere la realtà di quel momento e le sue conseguenti trasformazioni.


Le prime fotografie risalgono al 1907, periodo in cui Palumbo avviò la sua lunga attività di acuto indagatore della cultura popolare, soprattutto salentina, curioso di scoprire e rilevare i momenti del lavoro e della vita sociale, i beni storico-architettonici e le bellezze naturali.

Da questa prospettiva la sua opera è stata esemplare perché ha potuto cogliere tramite lo strumento fotografico gli aspetti più autentici della cultura del tempo, ritraendo paesaggi, monumenti, tradizioni e attività produttive per restituire la memoria di un Salento rurale che cominciava a muoversi verso la modernità con i conseguenti e repentini mutamenti culturali, contribuendo a consegnare alle generazioni future il valore dell’identità salentina e di una parte del Meridione italiano.


Queste eccezionali immagini sono al centro della mostra “Visioni del Sud. Giuseppe Palumbo - il fotografo in bicicletta” allestita dal 7 dicembre al Museo delle Civiltà o Museo nazionale delle arti e tradizioni popolari di Roma

Il museo, fondato nel 1911 dall’etnologo Lamberto Loria, è l'unica struttura statale italiana con competenze specifiche nel campo delle materie demoetnoantropologiche. Il suo scopo risiede nel documentare le tradizioni popolari di tutte le regioni italiane e conserva per questo oltre centomila documenti, acquisiti dal 1906 ad oggi. 


Visioni del Sud. Giuseppe Palumbo - il fotografo in bicicletta, 7 dicembre 2017 - 4 marzo 2018, Museo delle Civiltà / Museo Nazionale delle arti e tradizioni popolari, Piazza Guglielmo Marconi 8, Roma. Per informazioni su biglietti e orari cliccare qui.

dicembre 11, 2017 / di / 0 Comments

Nessun commento:

Posta un commento