14 dicembre 2017

A Padova una mostra dedicata a Galileo Galilei

Galileo Galilei (Pisa 1564 - Arcetri, Firenze, 1642) fisico, astronomo e filosofo italiano, avviato dal padre Vincenzo agli studi di medicina presso l’università di Pisa (1581), cominciò ben presto a interessarsi alla matematica e alla fisica.

Nel 1585 pur non avendo terminato gli studi di medicina era già noto ai maggiori studiosi dell’epoca per i risultati che andava ottenendo nel campo fisico-matematico. Tanto che la fama di cui godeva gli consentì di ottenere nel 1589 una cattedra di matematica a Pisa, che tenne fino al 1592. Anni in cui cominciò a studiare l’astronomia (alcune lettere, tra cui una a Keplero del 1597, testimoniano che aderiva alla teoria copernicana) e si dedicò ai problemi fondamentali della meccanica esponendo alcuni manoscritti.

Domenico Tintoretto, Ritratto di Galileo Galilei, 1605-06, National Maritime Museum, Greenwich.

Agli studi affiancò le applicazioni pratiche: in una piccola officina, presso la propria casa di Padova, costruì numerosi strumenti matematici, inventò un termometro e costruì calamite. Ma la realizzazione più importante fu quella del cannocchiale anche se, a dir la verità, non fu proprio una sua invenzione visto che l’uso di lenti era stato introdotto già nel Medioevo e alla fine del Cinquecento vetrai italiani e olandesi avevano fabbricato apparecchi di questo tipo, in più la teoria delle proprietà ottiche tale da permettere la costruzione del cannocchiale era già stata esposta da G. B. Della Porta e da Keplero. Galileo fu però il primo che si occupò sistematicamente dello strumento, perfezionandolo e aumentandone il potere di ingrandimento, utilizzandolo per osservazioni astronomiche che finirono per convalidare il sistema copernicano.

La crescente ostilità degli ambienti religiosi contro la teoria copernicana, però, portò il Sant’Uffizio, nel 1616, a condannare questa teoria e a riaffermare, piuttosto, il sistema tolemaico. Cosicché le opere di Copernico furono messe all’indice e Galileo chiamato a Roma per giustificare le sue opinioni. Egli, infatti, sosteneva che la teoria copernicana non fosse in contrasto con la Bibbia poiché questa si doveva ritenere scritta in un linguaggio comprensibile agli uomini del suo tempo e senza scopi di verità scientifica, che si potevano raggiungere solo con l’osservazione diretta della natura.

Donato Creti, Osservazioni astronomiche: Giove, Musei Vaticani

Nonostante la sua posizione venne respinta, lo scienziato non abbandonò le osservazioni astronomiche e nel 1623 pubblicò uno dei suoi scritti più importanti, “Il saggiatore”, in cui sosteneva l’importanza del metodo sperimentale, con il ricorso continuo all’osservazione diretta. Il manoscritto fu dedicato al cardinale Barberini che nel 1623 divenne papa col nome di Urbano VIII e che Galileo aveva già conosciuto come interlocutore aperto e illuminato. Dopodiché nel 1632 pubblicò il “Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo”, opera fondamentale nella storia del pensiero moderno, nella quale dimostra, sotto l’apparenza della neutralità, la fondatezza del sistema copernicano contro quello tolemaico.

Galileo fu perciò nuovamente richiamato a Roma, processato e giudicato colpevole (1633). Costretto ad abiurare fu condannato alla prigione a vita: la pena fu subito mutata in quella dell’isolamento, che trascorse a Siena, e poi nella villa di Arcetri, vicino Firenze.

Indubbiamente nella storia della scienza Galileo occupa una posizione fondamentale per i risultati ottenuti in meccanica e in astronomia; oltre a questo non si può sottovalutare l’importanza che ha avuto nella storia del pensiero moderno per aver introdotto il metodo della ricerca sperimentale, fondando in questo modo la moderna scienza della natura come disciplina autonoma e indipendente dalla religione o dalla filosofia, e che trova solo nell’indagine diretta degli eventi le sue verità. Fu anche un maestro della prosa, ammirato e imitato, sebbene nessuno abbia mai saputo eguagliare la signorilità e la complessa varietà del suo stile.

Guercino, Atlante che sostiene il globo celeste, 1646, Museo Mozzi Bardini, Firenze. 

Dedicata alla sua figura è la mostra “Rivoluzione Galileo. L’arte incontra la scienza”, una rassegna “intorno al genio che ha ridisegnato l’universo”, come si legge dal sito stesso, allestita a Padova presso il Palazzo del Monte di Pietà per raccontare l’uomo Galileo nelle molteplici varianti: dallo scienziato padre del metodo sperimentale al letterato esaltato da Foscolo a Calvino. Dal Galileo virtuoso musicista ed esecutore al Galileo artista, dal Galileo imprenditore – non solo il cannocchiale ma anche il microscopio o il compasso – al Galileo della quotidianità in modo da far risaltare, per la prima volta, la figura complessiva e il ruolo di uno dei massimi protagonisti del mito italiano ed europeo.

La mostra si avvale di opere d’arte ma anche di testimonianze e reperti diversi per far scoprire un personaggio piuttosto originale.



Rivoluzione Galileo. L’arte incontra la scienza, 18 novembre 2017 - 18 marzo 2018, Palazzo del Monte di Pietà, Piazza Duomo 14, Padova. Informazioni su orari e biglietti qui.
dicembre 14, 2017 / di / 0 Comments

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