6 novembre 2017

Part 1, la giovane arte contemporanea alla Galleria Bonomo di Roma

Esperimento spaziale, operazione di scouting, dialogo tra materiali e linguaggi, valorizzazione di proposte: queste e altre definizioni possono essere utili per descrivere “Part 1”, la nuova mostra collettiva allestita dalla Galleria Alessandra Bonomo, a Roma. A confermarlo è la voluta genericità del titolo, in cui l’elemento numerico annuncia il verificarsi, in un prossimo futuro, di occasioni similari per  sondare la giovane (o giovanissima) arte italiana.

Protagonisti dell’esposizione romana sono, infatti, quattro artisti assai diversi per modi e mezzi espressivi, se non proprio agli esordi di certo all’inizio della carriera (benché alcuni abbiano già esperienze espositive importanti alle spalle), depositari di ricerche di cui si percepisce l’intrinseca qualità.


Una mostra che non forza le opere cercandone a tutti i costi aspetti comuni, ma al contrario salvaguarda l’individualità di ciascun artista, oltre a voler far scoprire e valorizzare la scena artistica contemporanea. Le opere di Lulù Nuti, Simone Pappalardo, Baldassarre Ruspoli, Delfina Scarpa sono accostate più per opposizione che per analogia favorendo, in questo modo, un fertile dialogo tra esperienze eterogenee, tra materiali e linguaggi molto diversi tra loro.

Simone Pappalardo, il più maturo dei quattro anagraficamente parlando, presenta un’opera quale Orchestra Fragile - creata per il Media Art Festival 2017, a seguito di una residenza d’artista presso il Goethe Institut di Berlino, e poi presentata al MAXXI - che è un’installazione, e insieme uno strumento, attraverso cui l’artista rende omaggio alla capitale tedesca e alla sua storia. Composta da una serie di ampolle in vetro e fili di rame, l’opera produce un suono che accompagna il pubblico lungo tutto il percorso, risuonando in ogni sala e perfino all’esterno della galleria. Una creazione in linea con lo scopo dell’artista, che è sempre stato quello di instaurare, mediante il suono, una relazione con lo spettatore e il contesto.


Nella dimensione installativa si esprime anche Lulù Nuti, impegnata a interpretare gli spazi e la loro vivibilità. Lo testimoniano le due opere in mostra, Orizzonte Sestante e Cardiograms, entrambe create durate la residenza “The Owner’s Cabin” a bordo della nave cargo “Cielo d’Italia”.

Scultura e pittura sono, infine, i mezzi con cui si esprimono rispettivamente Ruspoli e Delfina Scarpa. Baldassarre Ruspoli sonda le potenzialità inespresse dei materiali di recupero, prevalentemente da costruzione. In mostra firma una coppia di alte sculture in legno, connotate da una costruzione modulare e una tensione verso l’alto potenzialmente illimitata. Un omaggio a Costantin Brancusi e alla sua colonna infinita.


Al racconto di un materiale di scarto è dedicata anche l’altra opera in mostra, in cui l’artista ha registrato su un foglio le impronte di un cavo d’acciaio abbandonato in un cantiere.

Una ricerca prettamente pittorica, fondata sull’attenzione verso gli effetti grafici e coloristici è quella di Delfina Scarpa, che ritrae donne, animali e paesaggi immaginari, dando corpo ad un vasto repertorio di immagini sospese. Una schiera di busti, colorati e ammiccanti, tratti da culture differenti, ammantati da abiti sontuosi e cosmopoliti, che pone lo spettatore dinanzi ad un’umanità in rosa altera ed elegante. 


Part 1, 25 ottobre 2017 - 7 gennaio 2018, Galleria Bonomo, via del Gesù 62, Roma. Ingresso gratuito. Per maggiori informazioni: http://www.bonomogallery.com/?page_id=8



novembre 06, 2017 / di / 0 Comments

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