20 novembre 2017

Leopoldo de’ Medici e le sue collezioni a Palazzo Pitti di Firenze

Figlio ultimogenito del granduca di Toscana Cosimo II de’ Medici e dell’arciduchessa Maria Maddalena d’Austria, Leopoldo de’ Medici (Firenze 1617 - 1675) rimasto orfano di padre a soli tre anni fu educato inizialmente dalla madre e dalla nonna per poi essere affidato alle cure di Iacopo Soldani e Famiano Michelini, entrambi allievi di Galileo Galilei, grazie ai quali poté ricevere un’istruzione più accurata e libera rispetto a quella dei fratelli maggiori.

Fondò l’Accademia del Cimento a Firenze nel giugno 1657 - un’adunanza di scienziati e tecnici riunita da Leopoldo e da lui stesso finanziata “al fine di riprendere pubblicamente, dopo la condanna di Galileo, una strategia e un’offensiva antitradizionaliste in campo scientifico” (cit. Treccani) - e ne tenne la presidenza fino alla sua elevazione a cardinale. Coltivò le scienze e fu in corrispondenza con i più celebri scienziati d’Europa; collezionista d’arte e di antichità, iniziò la raccolta agli Uffizi degli autoritratti degli artisti e quella dei disegni. Quest’ultima, arricchita da altri membri illustri della famiglia, costituisce il nucleo principale dei disegni degli Uffizi, unica al mondo per genere e ampiezza.

Justus Suttermans, Leopoldo de’ Medici bambino a cavallo, 1624-25 circa, olio su tela, Benešov, Castello di Konopiště, Repubblica Ceca.

Leopoldo de’ Medici, che fu molto attivo anche come uomo di governo segnalandosi nelle opere di bonifica,  fu al contempo cultore della musica, della letteratura, della pittura, della numismatica e del teatro. Non a caso la sua persona viene descritta come “enciclopedica figura di erudito” nell’ambito della mostra “Leopoldo de’ Medici principe dei collezionisti” a lui dedicata da Palazzo Pitti, a Firenze, in occasione del quarto centenario della sua nascita. 

Spicca, infatti, nel panorama del collezionismo europeo per la vastità dei suoi interessi e la varietà delle opere raccolte. Per tutta l’esistenza non tralasciò alcuna possibilità che gli permettesse di entrare in possesso di libri e di opere pittoriche rare ed originali e questo grazie anche ai suoi contatti, tra cui abilissimi agenti, mercanti e segretari italiani e stranieri, che gli permisero di creare relazioni culturali con altri Paesi. 

Leopoldo fu anche molto generoso con poeti e letterati al punto da pubblicare loro molte opere, compose e diresse egli stesso la rappresentazione di commedie a Palazzo Pitti, come attestano le lettere dei suoi familiari.

Giovanni Battista Gaulli, Ritratto del cardinal Leopoldo de’ Medici, Firenze, Galleria delle statue e delle Pitture degli Uffizi

“Uno dei più voraci collezionisti non solo nella storia di Firenze e dei Medici, ma d'Europa, il Cardinale era dominato da una passione totale per l'arte. Lo guidava negli acquisti la sua genialità visionaria, che lo portò ad esplorare e ad accaparrarsi interi nuovi continenti nella materia collezionistica, e a disporne con finissimo intuito museologico” lo ha così descritto Eike D. Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi.

Pitture, sculture e miniature che lo raffigurano nel trascorrere del tempo articolano l’esposizione ospitata nelle prestigiose sale di rappresentanza del Tesoro dei Granduchi di Palazzo Pitti. Proprio qui erano custodite in origine le vastissime raccolte di Leopoldo ospitate nel suo fastoso appartamento al secondo piano di Palazzo Pitti, allestito con gusto improntato al Barocco romano.



Leopoldo de’ Medici principe dei collezionisti, 7 novembre 2017 - 25 febbraio 2018, Palazzo Pitti, Piazzale degli Uffizi 6. Per informazioni su biglietti e orari cliccare qui.

novembre 20, 2017 / di / 0 Comments

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