14 novembre 2017

La Rivoluzione russa nell’arte. Una mostra la celebra a Gorizia

Nel 1917 scoppiò a Pietrogrado (l’attuale San Pietroburgo) la Rivoluzione russa che, in realtà, ne inglobava due di rivoluzioni: la prima portò all’abdicazione dello zar Nicola II, mentre la seconda portò alla presa del potere del partito bolscevico con successiva fondazione dell’URSS. Sono conosciute come Rivoluzione di febbraio e Rivoluzione di ottobre, anche se si svolsero in marzo e in novembre secondo il calendario gregoriano.

Gli antefatti della Rivoluzione del 1917 vanno ricercati nelle vicende che seguirono la Rivoluzione russa del 1905, fallita per la scarsa coesione interna delle forze politiche e sociali che l’avevano sostenuta, per la mancanza di un centro dirigente capace di dare uno sbocco alla lotta, per la fedeltà serbata al regime zarista dall’esercito e dalla burocrazia, e per le concessioni di Nicola II all’ala moderata del movimento, che avevano permesso al governo imperiale di isolare e colpire i nuclei insurrezionali del proletariato urbano.


Un evento destinato a cambiare la storia mondiale del XX secolo, nella politica come nell’arte. Fu una rivoluzione completa, infatti, che si estese dalla pittura alla grafica, fino alla musica e al cinema. Per questo motivo, in occasione della ricorrenza attuale rappresentata dal centenario sono state realizzate in tutto il mondo, da Londra a New York, mostre ed eventi celebrativi per ricordare l’ondata russa contraddistinta da un’esplosione culturale: dal teatro (Cečhov, Stanislavskij) alla musica (Stravinskij), dal balletto (Djagilev) alla fotografia (Rodčenko), fino alle arti figurative (Benois, Bakst, Kandinskij, Malevič, Končalovskij, Larionov, Tatlin, e altri). 

Anche l’Italia non si è sottratta alla celebrazione di questa ricorrenza attraverso le mostre. Una delle esposizioni ispirate a questo tema è “La Rivoluzione russa. Da Djagilev all’astrattismo (1898 - 1922)” che prenderà il via il 6 dicembre presso la magnifica sede di Palazzo Attems-Petzenstein, a Gorizia, nel Friuli Venezia Giulia.

Sergej Djagilev ritratto nel 1909 da Valentin Aleksandrovič Serov

Un’immersione fra immagini e linguaggi diversi a raffigurare il ritratto di una scena artistica che avrebbe finito col cambiare definitivamente i canoni espressivi del secolo. Più di un centinaio di capolavori provenienti da alcune delle principali istituzioni moscovite: dalla Galleria Tret'jakov al Museo delle arti decorative e applicate e il Museo di Storia contemporanea della Russia (già Museo della Rivoluzione), nonché dal Fondo Alberto Sandretti presso la Fondazione Feltrinelli di Milano con opere da Malevic a Kandinskij.

Ma non solo. La rassegna presenta un più vasto scenario che comprende anche il teatro (Cechov, Mejerchol'd, Stanislavskij) la musica (Musorskij, Skrjabin, Stravinskij), il balletto (Djagilev) la fotografia (Rodcenko). Il percorso espositivo, suddiviso in sei sezioni tematiche, abbraccia un periodo che si estende dal 1898, l'anno di fondazione del gruppo Mir iskusstva (Il mondo dell'arte) e della rivista fondata e diretta da Djagilev, al 1922, la data di costituzione dell'Unione Sovietica.

Vasilij Kandinskij, Lago, 1910, olio su tela

A completare il tutto una sofisticata tecnologia multimediale che si accompagna alla magnificenza dell’edificio che fa da cornice alla mostra, ricco di affreschi, stucchi e sculture pregiate.



La Rivoluzione russa. Da Djagilev all’astrattismo (1898 - 1922), 6 dicembre 2017 - 25 marzo 2018, Palazzo Attems-Petzenstein, Piazza Edmondo de Amicis 2, Gorizia. Qui maggiori informazioni.
novembre 14, 2017 / di / 0 Comments

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