9 novembre 2017

Alla scoperta di Gabriele Münter, in esposizione a Monaco di Baviera

Si potrebbe obiettare che l’arte è maschia vista la vastità di artisti uomini di cui si ha conoscenza e di cui s'è parlato finora anche qui, su Art and Cult Blog. Indubbiamente si può affermare questa tesi se consideriamo le epoche più remote, argomento già accennato quando s’è parlato di Plautilla Nelli poiché secoli addietro era difficile per una donna pittrice o scultrice essere presa in seria considerazione.

Contro regole o convenzioni sociali di dubbia utilità, va comunque ricordato, c’è sempre stata chi ha osato sfidare l’insfidabile spianando così la strada a chi è venuta dopo, magari - rarissime eccezioni alle regole - supportate da genitori di larghe vedute che anziché ostacolare i desideri della propria progenie, specie se esponente del cosiddetto “sesso debole”, l’hanno addirittura avallato.


È il caso dell’artista donna in questione: Gabriele Münter (Berlino 19 febbraio 1877 - Murnau am Staffelsee 19 maggio 1962) da molti ritenuta portavoce dell’Espressionismo tedesco. La Münter, infatti, ebbe il privilegio di crescere in una famiglia benestante che aveva vissuto a lungo negli USA e che sostenne con decisione i suoi desideri di entrare nel mondo dell’arte. Nonostante ciò, però, ella si ritrovò ad affrontare la sua formazione artistica in un periodo in cui al genere femminile veniva impedito di frequentare istituzioni formative accademiche, ma solo quelle che non superavano i normali livelli di base. Per cui l’artista decise di affidarsi a semplici corsi di pittura presso la Scuola d’Arte femminile, a Düsseldorf, dove ricevette un tipo di formazione che considerò tuttavia insoddisfacente.

Nel 1901 Gabriele, che poco più che ventenne si ritrovò orfana di entrambi i genitori, si recò a Monaco di Baviera per approfondire i suoi studi d’arte presso la Phalanx School, la scuola della Phalanx, l’associazione di artisti capeggiata da Vasilij Kandinskij. Proprio sotto l’ala di quest’ultimo ebbe i suoi primi veri approcci con le materie artistiche, interessi che sfociarono in una lunga relazione amorosa (12 anni), oltre che in una specie di movimento artistico di cui entrambi fecero parte, come l’Associazione Nuovi Artisti di Monaco o NKVM (Neue Künstlervereinigung München) nell’ambito della quale la Münter fu artista di punta. In seguito formarono un altro movimento che prese il posto di quest’ultimo: Der Blaue Reiter, ossia Il Cavaliere Azzurro.

Gabriele Münter,  Ritratto di Marianne von Werefkin, 1909, Stadtische Galerie im Lenbachhaus, Monaco di Baviera

Una relazione non certo tranquilla visto che il pittore era già sposato (con una sua cugina peraltro), motivo per cui furono costretti a frequenti peregrinazioni per poter vivere il loro amore, almeno fino allo scoppio della prima guerra mondiale che vide la fuga di entrambi dalla Germania, fuga che si concluse con la rottura di Kandinskij con la sua allieva in quanto innamorato di un’altra.

Questo episodio portò Gabriele a un periodo di depressione oltre che di pausa dall’attività artistica ma, caparbiamente, seppe poi far prevalere il suo spirito battagliero. Ella, non a caso, non cercò mai di emulare, nemmeno quando la relazione era ancora in piedi, il suo maestro d’arte e di vita, seppe sempre mantenere una propria indipendenza, oltre a sostenere la causa dell’emancipazione socio-culturale femminile.

Gabriele Münter, Meditazione o Donna pensierosa, 1917, Lenbachhaus Gallery, Munich

Artista eclettica (le sue opere rivelano ricchezza di stili e, tra l’altro, amò non solo dipingere ma anche fotografare), seppe svelare una fervida immaginazione. Per questo, in occasione dei 140 anni dalla sua nascita, si è ritenuto opportuno omaggiarla con la mostra “Gabriele Münter. Painting to the point” presso il Lenbachhaus di Monaco al quale la Münter stessa donò parecchio materiale di Kandinskij.

Trattasi di una mostra itinerante: dopo la tappa monacense la rassegna si sposterà a Copenhagen dove la Münter visse per un po’ nel 1918 e dove tenne la sua esposizione più importante. Pertanto a partire da maggio la mostra sarà ospitata presso il Louisiana Museum of Modern Art (Danimarca), e da settembre del prossimo anno a Colonia presso il Museum Ludwig.



Gabriele Münter. Painting to the point, 31 ottobre 2017 - 8 aprile 2018, Städtische Galerie im Lenbachhaus, Luisenstraße 33, München. Per ulteriori informazioni visitare il sito.



novembre 09, 2017 / di / 0 Comments

Nessun commento:

Posta un commento