11 ottobre 2017

Natura e invenzione nella pittura del Seicento: Genovesino a Cremona

Indiscusso protagonista della scena artistica seicentesca a Cremona, Luigi Miradori (Genova 1605 circa - Cremona 1656 circa) detto il Genovesino si accostò alla tarda scuola caravaggesca accogliendo anche spunti carracceschi. 

Trasferitosi nel 1642 a Cremona, dopo Genova e Piacenza, diventò in breve tempo uno dei pittori più richiesti del suo tempo sia dall’aristocrazia filospagnola che da quella locale – il governatore e castellano don Álvaro de Quiñones fu il suo principale committente oltre che amico e protettore, mentre la nobile famiglia Ponzone gli commissionò diverse opere – ma anche da diversi ordini e istituzioni religiose.

Luigi Miradori detto Genovesino, Nascita della Vergine, 1642, olio su tela, Museo Civico Ala Ponzone, Cremona 

Al Genovesino è dedicata la mostra “Genovesino. Natura e invenzione nella pittura del Seicento a Cremona” presso il Museo Civico Ala Ponzone di Cremona, che si colloca nell’ambito delle celebrazioni per l’anniversario della nascita di Claudio Monteverdi, il divino compositore cremonese. Un omaggio che tutta la comunità cremonese ha voluto tributargli con questa mostra monografica mai realizzata fino ad ora, un’occasione per restituire lustro al pittore (ri)collocandolo nel posto di eccellenza che merita.

Curata da Francesco Frangi dell’Università degli Studi di Pavia, Valerio Guazzoni, storico dell’arte, e Marco Tanzi dell’Università del Salento, la mostra si avvale tra l’altro di un prestigioso Comitato scientifico che annovera gente come Gabriele Barucca, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Cremona, Lodi e Mantova, Xavier F. Salomon, curatore capo della Frick Collection di New York, Stefano L’Occaso, direttore del Polo Museale della Lombardia e Letizia Treves, curatrice del Dipartimento di pittura italiana e spagnola 1600-1800 e capo del Dipartimento di curatela della National Gallery di Londra.

Luigi Miradori detto Genovesino, Sacrificio di Isacco, Londra, collezione privata

In esposizione oltre cinquanta opere, in alcuni casi restaurate per l’occasione, provenienti dalle chiese del territorio lombardo al pari di importanti musei italiani – tra cui Milano, Roma, Genova, Parma, Piacenza – e prestigiose collezioni private italiane ed estere.

Una varietà di provenienze che riflette quella delle committenze per cui il Genovesino lavorò nel corso della sua lunga carriera artistica, con un’eterogeneità di stili e temi che testimonia la principale cifra stilistica della sua arte: mosso da una curiosità che lo portò a captare suggestioni non solo figurative, ma anche letterarie, religiose e musicali (fu un apprezzato suonatore di “colascione”), il pittore diede prova di uno sperimentalismo sempre sospeso fra possibilità diverse, come a tentare di rincorrere con la pittura l’estro irrequieto che ne marcò l’esistenza.

Luigi Miradori detto Genovesino, Moltiplicazione dei pani e dei pesci, 1647, Palazzo Comunale, Cremona

Un artista che amava sperimentare fornendo anche lati imprevedibili nella sua pittura, tra il tragico e il macabro da un lato e il comico dall’altro: si pensi all’opera Moltiplicazione dei pani e dei pesci - eseguita nel 1647 per il presbiterio della Chiesa di San Francesco e ora presente nel Salone dei quadri del Palazzo Comunale - dove Luigi Miradori esalta l’attualità del racconto evangelico offrendo un risvolto comico rappresentato, in tal caso, dai tanti dettagli di carattere picaresco presenti nel dipinto.



Genovesino. Natura e invenzione nella pittura del Seicento a Cremona, 6 ottobre 2017 - 6 gennaio 2018, Museo Civico Ala Ponzone, Via Ugolani Dati 4, Cremona. Qui ulteriori informazioni sulla mostra.
ottobre 11, 2017 / di / 0 Comments

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