12 settembre 2017

A Torino sono arrivati i Paparazzi, presso il Centro Italiano per la Fotografia

I paparazzi sono entrati sempre più nell’immaginario collettivo designando, il più delle volte in maniera dispregiativa, quel genere di fotoreporter specializzati in servizi scandalistici sui cosiddetti vip e quindi su personalità del mondo del cinema, della televisione, della moda o anche della politica, insomma tutti quelli facenti parte di ciò che viene definito "alta società", immortalati con degli scatti spesso rubati in modo da poterli poi spiattellare ai quattro venti per mezzo dei rotocalchi appositi - giornali di cronaca rosa e scandalistici in primis - e poterci, di conseguenza, fruttare denaro sonante.

Anthony Steel si scaglia contro i fotografi. Roma, Agosto 1958. © Tazio Secchiaroli/David Secchiaroli

In realtà il termine stesso di “paparazzo” deve la paternità della sua introduzione sulla scena al regista de “La Dolce Vita”, il mitico Federico Fellini, poiché fu proprio lui a inserire in uno dei suoi film più famosi e rinomati nel campo cinematografico mondiale - "La Dolce Vita" appunto - il personaggio del fotoreporter sfrontato e invadente continuamente a caccia di scatti non autorizzati dando in questo man forte al personaggio attorno al quale ruota l’intero film, ossia Marcello Rubini, interpretato da Marcello Mastroianni a dare voce e corpo ad un giornalista cinico e disincantato in cerca di scoop scandalistici che per questo non potrà che avere Paparazzo come suo fotografo di fiducia.

Anita Ekberg con arco e frecce, 1960. © Marcello Geppetti/Eredi Marcello Geppetti

Su come sia venuto in mente al regista riminese questo termine circolano varie versioni, le più accreditate sono tre: ci sono i fautori della tesi secondo cui l’idea la si deve alla moglie del regista, Giulietta Masina, che gli suggerì il termine “paparazzi” facendo riferimento ai termini “zanzare” e “ragazzi”, due parole che richiamano i pappataci. La seconda è legata ad Ennio Flaiano, qui nella veste di sceneggiatore del film, che fece riferimento nientemeno che alle vongole e alle loro valve di apertura, dette proprio “paparazze” in abruzzese. La terza tesi infine, forse quella più verosimile, sostiene che il termine sia derivato da un libro che il regista stava leggendo in quel periodo - Sulla riva dello Jonio di George Gissing - nel quale è presente un albergatore calabrese chiamato Coriolano Paparazzo.

I paparazzi della Dolce Vita, tuttavia, sono riusciti alla fine a far diventare dei veri e propri miti personaggi come lo stesso Federico Fellini ma anche Ava Gardner, Anita Ekberg, Sophia Loren, Liz Taylor, Marilyn Monroe, l’italiano Walter Chiari, arrivando a far diventare delle icone le loro immagini, i loro scatti rubati, facendoli diventare parte della cultura popolare.

Sofia Loren all'aeroporto di Ciampino di ritorno dagli Stati Uniti, 1961. Agenzia Dufoto

Proprio loro sono i protagonisti della mostra “Arrivano i Paparazzi! Fotografi e divi, dalla Dolce Vita a oggi” nella sede di Camera - Centro italiano per la Fotografia di Torino: centocinquanta immagini che raccontano l’epopea della cosiddetta “fotografia rubata”, dagli anni Cinquanta della Dolce Vita fino ad arrivare ai tempi odierni, in Italia e nel mondo, e che ha per principali “attori” della rassegna fotografi attivi in quel periodo come Tazio Secchiaroli, Marcello Geppetti, Elio Sorci, Lino Nanni, Ezio Vitale tra gli altri, oltre a progetti fotografici di artisti contemporanei della fotografia quali Alison Jackson, Ellen von Unwerth e Armin Linke



Arrivano i Paparazzi! Fotografi e divi, dalla Dolce Vita a oggi, 13 settembre 2017 - 7 gennaio 2018, Camera - Centro Italiano per la Fotografia, Via delle Rosine 18, Torino. Qui informazioni su biglietti e orari.
settembre 12, 2017 / di / 0 Comments

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