29 agosto 2017

Imago Mundi, l’arte contemporanea dell’America del Nord in mostra a Venezia

L’arte americana non poteva che essere influenzata dall’Europa, durante i primi decenni del XX secolo l’arte dell’America fu infatti influenzata dall’avanguardia europea. Fu soprattutto sul finire degli anni Venti che gli Stati Uniti cominciarono a far venire fuori il proprio stile in ambito artistico. A far da sprone a questo avvenimento fu il crollo di Wall Street del 1929, con la grande crisi economica che porterà giocoforza il popolo statunitense a guardarsi, a misurare le proprie energie e le proprie caratteristiche, ciò naturalmente ebbe ripercussioni anche in ambito artistico e fu proprio in questo contesto che si delineò un ripiegamento della cultura e dell’arte americana su temi e stili regionali.

Il realismo di Hopper, non a caso, è una prova della depressione economica e culturale che l’America visse. Ma i presupposti dell’Avanguardia americana che conquisterà l’Europa erano pronti a esplodere, accompagnati dall’esodo stavolta degli artisti del Vecchio continente verso il Nuovo.

Edward Hopper, Automat, 1927, Des Moines Art Center

Gorky e Pollock fecero da apripista verso il mercato, la critica e il pubblico europeo, soprattutto quello francese e italiano. Sarà poi la Pop art a invadere la strada e il mercato internazionale, sbaragliando così il primato europeo e spostando l’attenzione oltreoceano.

L’America o, meglio, una vasta porzione di essa che comprende la parte settentrionale del continente, quindi il Canada, gli Stati Uniti e il Messico, è al centro di un’esposizione a Venezia dedicata all’arte contemporanea dell’America del Nord.

La rassegna, intitolata “Imago Mundi - Great and North” si svolgerà dal 29 agosto presso Palazzo Loredan, una delle sedi dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, allo scopo di far scoprire l'arte contemporanea di un esteso territorio dell'America settentrionale, che partendo dall'estremo Nord del Nunavut, coperto di ghiacci, percorre le praterie assolate e ondulate del Mid West, i picchi sublimi e impervi delle Montagne Rocciose fino ad arrivare alle coste, ora frastagliate ora sabbiose, del Pacifico; nel mezzo laghi, fiumi, tundra, foreste e metropoli.

Andrew Kiss,  Three sisters’ Canmore, olio su tela, 2015

Alla diversità di paesaggi di questo percorso corrisponde la pluralità del tessuto artistico: agli Inuit del Canada settentrionale si affiancano i nativi degli Stati Uniti e gli artisti delle grandi città canadesi. Pittori, scultori, incisori, designer, architetti, fotografi, scrittori, musicisti, tutti sono presenti con le loro opere caratterizzate da colori ad olio, acrilici, pastelli, ma anche da pelle di foca, pietra saponaria, alabastro, perfino chiodi e petali di rosa, a testimoniare la ricchezza e molteplicità dei temi, dei materiali e delle tecniche, senza pregiudizi di sorta.

D’altronde "Great and North" esprime fin dal titolo la grandiosità del Nord americano, invitando il visitatore a conoscerne da vicino le sfaccettature, aprendosi a un incontro sincero, genuino e spontaneo con i 759 artisti che, senza filtri o mediazioni, espongono sulla tela 10x12cm l'essenza della propria anima.

Rebecca Belmore

Una rassegna che rientra tra quelle promosse finora nell’ottica di Imago Mundi, il progetto no profit di arte contemporanea attivato da Luciano Benetton dove artisti di tutto il mondo, affermati ed emergenti, si confrontano con lo stesso supporto, la tela 10x12 cm, e che ha coinvolto fino ad oggi più di 20.000 artisti da oltre 130 Paesi, tra varie regioni e popoli.



Imago Mundi - Great and North, 29 agosto - 29 ottobre 2017, Palazzo Loredan - Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, Campo S. Stefano, Venezia. Ingresso libero. Per maggiori informazioni: http://www.istitutoveneto.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/159

agosto 29, 2017 / di / 0 Comments

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