21 giugno 2017

Rio Grande. Postcards from the border, arte contemporanea al Caffè Florian di Venezia

Un racconto per immagini, un film attraverso il quale raccontare l’ultimo viaggio effettuato, un viaggio tra terre confinanti ma piuttosto distanti - specie dopo i recenti avvenimenti politici - quali gli Stati Uniti e il Messico. Trattasi di “Rio Grande. Postcards from the border”, un percorso lontano dalle solite rotte, collocato piuttosto alle estremità di due mondi: un'America remota, lontanissima dalle grandi città, con le caratteristiche tipiche di una terra di conquista e, dalla parte opposta, il Messico, con il corso del Rio Grande - insieme agli spazi sterminati del deserto di Chihuahua - a risaltare i limiti fisici e geografici di questa divisione, dando adito a svariate riflessioni, politiche, ma anche sociali e identitarie, attorno al tema dei confini, visibili e invisibili.


Il Rìo Grande del titolo è un corso d'acqua (2900 km) che nasce nelle montagne di San Juan, nello stato del Colorado, scorre attraverso la valle di San Luis, poi a sud nel Nuovo Messico, toccando Albuquerque e Las Cruces, fino a El Paso, in Texas, segnando da questo punto il confine tra Messico e Usa. Un fiume, poche pietre, qualche albero e due Paesi: uno, il Messico, da cui in molti vorrebbero fuggire per tentare la fortuna in America, l'altro, un lato della stessa brughiera, capace ancora di alimentare il suo mito anche con le restrizioni pesanti che si sono abbattute al confine tra i due Stati.


Autore di tale opera è l’artista e filmaker ravennate Yuri Ancarani, considerato uno degli sguardi più interessanti nel territorio trasversale tra arte e cinema. Ancarani ha realizzato questo film durante il suo ultimo viaggio negli Stati Uniti nel quale il vastissimo territorio di confine col Messico appare come un mondo lontanissimo e insieme estremamente reale, tangibile.

I suoi lavori nascono da una continua mescolanza tra il cinema documentario e l’arte contemporanea e volgono lo sguardo verso una ricerca tesa a esplorare regioni poco visibili e perlustrate, nelle quali è l’artista stesso ad addentrarsi in prima persona.


Location d’eccezione per scoprire questo racconto visivo lo storico Caffè Florian di Piazza San Marco a Venezia, considerato il più antico caffè europeo - la sua nascita risale al  1720 - oltre che simbolo della città veneziana. Cosicché dopo Mimmo Rotella, Fabrizio Plessi, Gaetano Pesce e molti altri, è toccato ad Ancarani essere scelto dal Caffè Florian per l’edizione 2017 di “Temporanea – Le Realtà Possibili del Caffè Florian”, un evento dedicato all’arte contemporanea e tendente a rispecchiare lo scopo originario dello stesso locale, ossia favorire il confronto e lo scambio di idee. Questo in concomitanza con la Biennale Arte 2017 per cui, da maggio fino a settembre, si potrà visitare la video installazione nella storica Sala delle Stagioni del Caffè, in Piazza San Marco.


Questi scambi di idee hanno avuto origine, all’interno del Florian, dalla fine dell’800 quando Riccardo Selvatico, intellettuale e sindaco di Venezia, con i suoi amici letterati ebbe l’ispirazione di creare la Prima Esposizione d’Arte, quella che oggi è universalmente conosciuta come “La Biennale”. Per celebrare questo storico avvenimento nacque, nel 1988, la prima edizione di “Temporanea – Le Realtà possibili del Caffè Florian”. Il resto è storia.



Rio Grande. Postcards from the border, 12 maggio - 10 settembre 2017, Caffè Florian, Piazza San Marco 57, Venezia. Tutti i giorni dalle 9 alle 24. Per maggiori info: https://www.caffeflorian.com/it/venezia/contatti.html
giugno 21, 2017 / di / 0 Comments

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