10 aprile 2017

ReSÒNAnT Ritmi e Suoni, l’Arte ritrovata della Calabria

La storia della musica è piuttosto antica. Si ritiene la sua esistenza risalente a 55mila anni fa, agli inizi del Paleolitico superiore, ipotizzando la sua nascita in Africa, quando le prime comunità umane conosciute iniziarono a disperdersi sul globo.

Probabilmente le primissime forme di musica sono nate dal ritmo: magari per imitare, battendo le mani o i piedi, il cuore che batte, il ritmo cadenzato dei piedi in corsa, o del galoppo; o magari alterando, per gioco o per noia, le fonazioni spontanee durante un lavoro faticoso e monotono, come il chinarsi per raccogliere piante e semi o pestare il grano raccolto per farne farina. Per questi motivi è molto probabile che i primi strumenti musicali siano stati gli strumenti a percussione.


La storia della musica europea, dal canto suo, risale all'epoca classica, quella dell'antica Grecia per intenderci. Nell’antica Grecia, difatti, la musica occupava un ruolo di grande rilievo nella vita sociale e religiosa. Per i greci la musica era un'arte che comprendeva, oltre alla musica stessa, anche la poesia, la danza, la medicina e le pratiche magiche.

Il termine stesso di “musica”, con cui si indicava l’unione tra musica, poesia e danza, deriva dal vocabolo greco mousikè, cioè «arte delle Muse», alludendo in tal caso alle protettrici delle arti. Non solo. L'importanza della musica nel mondo greco è testimoniata dai numerosi miti che la riguardano. Uno è quello di Orfeo, l'inventore della musica, che riuscì a convincere gli dei dell'Ade a restituire alla luce la scomparsa sposa Euridice.



Durante il periodo arcaico (dalle origini al V secolo a.C.) la musica era praticata solamente da cantori come gli aedi e i rapsodi. Questi declamavano i miti accompagnandosi con uno strumento musicale e tramandavano la musica oralmente. In seguito, nel periodo classico (dal V secolo a.C. al IV secolo a.C.) la musica entrò a far parte del sistema educativo e così venne divulgata. A parte pochissime fonti di scrittura musicale, la divulgazione avveniva oralmente.


I greci, oltretutto, erano soliti usare diversi strumenti: i più comuni erano la lira, o cetra, e l'aulos. La lira era uno strumento a corde che venivano pizzicate da un plettro ed era sacra al dio Apollo. L'aulos era uno strumento ad ancia, sacro al dio Dioniso. Erano in uso anche strumenti a percussione tra cui i tamburi e i cimbali, meglio noti come piatti.

Dedicata alla storia della musica è la mostra archeologica ReSÒNAnT, Ritmi e Suoni: l’Arte ritrovata presso il Museo Archeologico Nazionale di Locri, in provincia di Reggio Calabria, una mostra itinerante partita dal Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia.



Un’esposizione con reperti, provenienti da scavi archeologici o da collezioni private, conservati in alcuni dei Musei calabresi e dedicata alla cultura musicale nell’antichità, molto importante e assai praticata nel mondo classico e della quale si trovano solo pochi frammenti, spesso anche di difficile interpretazione. Con l’aggiunta, in questa tappa locrese, di reperti provenienti dai Musei archeologici di Kaulonia e di Crotone e, inoltre, grazie alla collaborazione con l’Archivio di Stato di Reggio Calabria, saranno esposti  "figurini" raffiguranti le divise di alcune bande ottocentesche di Gerace unitamente ad alcuni documenti legati al mondo musicale di Monsignor Idelfonso Del Tufo, archivista e vescovo di Gerace nell'Ottocento.




ReSÒNAnT, Ritmi e Suoni: l’Arte ritrovata, 8 aprile - 31 maggio 2017, Museo Archeologico Nazionale di Locri, Contrada Marasà, Locri, Reggio Calabria. Qui maggiori informazioni.
4/10/2017 10:33:00 PM / di / 0 Comments

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