09 marzo 2017

Orientalismo, un viaggio dall’Egitto a Costantinopoli. A Milano

Il termine Orientalismo, secondo il saggio del 1978 di Edward Said  - Orientalismo. L’immagine europea dell’Oriente - sta a indicare il modo in cui la cultura europea è venuta a conoscenza dell’Oriente, identificandolo prima di tutto come un luogo in cui risiedeva l’altro, il “diverso”.

L’Oriente ha sempre occupato un posto speciale nell’esperienza europea: una storia che parte dal XVIII secolo, in seguito alla pubblicazione in Francia delle Mille e una notte, e arriva fino ad oggi. L’Oriente quindi inteso non solo come fonte di studi scientifici o meta di viaggi, ma anche evocato come luogo di suggestive rovine, meraviglie ed esotiche bizzarrie. Fino ad assumere importanza di vero movimento artistico e letterario in epoca romantica, specie dopo le campagne napoleoniche in Egitto e in Siria (1798-99) e il cui massimo esponente di tale movimento fu E. Delacroix.

Eugene Delacroix, Fantasia arabaMusée Fabre Montpellier

Anche l’Italia rimase coinvolta da questo clima culturale, soprattutto con una generazione di pittori attivi nella seconda metà dell’Ottocento che saranno svelati nella mostra Orientalismo. In viaggio dall’Egitto a Costantinopoli, ospitata a partire dal 24 marzo presso il GAM Manzoni Centro Studi per L’Arte Moderna e Contemporanea di Milano e nell’ambito della quale verranno presentate 30 opere realizzate, tra la metà del XIX e l’inizio del XX secolo, da autori quali Alberto Pasini, Gerolamo Induno, Domenico Morelli, Pompeo Mariani, Fausto Zonaro.

Domenico Morelli, Thalita cumi

Il percorso espositivo, suddiviso in quattro sezioni, propone paesaggi e scene di genere di quei pittori, quali Alberto Pasini e Fausto Zonaro, che intrapresero lunghi viaggi in terre lontane, ma anche soggetti d’invenzione realizzati da artisti come Gerolamo Induno e Domenico Morelli ispirati in questo senso dalla letteratura e dalla musica del tempo, come nel caso di Giuseppe Verdi, la cui Aida – eseguita per la prima in Egitto nel 1871 – contribuì fortemente al recupero di atmosfere orientali nelle arti visive.

La prima sezione analizza il soggetto della donna in costumi orientali, attraverso significativi dipinti del bolognese Fabio Fabbi (Danzatrice, Odalisca) e di suo fratello Alberto (Harem), di Gerolamo Induno (Favorita) e di Domenico Morelli (Una strada a Costantinopoli).

Gerolamo Induno, Preferita

Nella seconda sezione invece predominano i lavori di Alberto Pasini che attesta con essi la sua attività di artista in viaggio, sempre attento alle novità della pittura a lui contemporanea. Le prime esperienze orientali di Pasini risalgono alla metà degli anni cinquanta dell’Ottocento quando, su commissione del governo francese, si recò in Egitto, Arabia Saudita, Iran, Turchia e Siria per documentare la missione coloniale. Le suggestioni raccolte contribuirono alla realizzazione di un cospicuo numero di vedute, spesso popolate da figure abbigliate con i caratteristici costumi locali.

Leonardo Bazzaro, Morettine fabbricanti di tappeti

La terza sezione, Cartoline da Costantinopoli, si focalizza su una delle città predilette dagli orientalisti italiani: le opere più significative sono quelle del pittore veneto Fausto Zonaro il quale, trasferitosi a Istanbul nel 1891, seppe guadagnarsi in breve tempo una fama eccezionale nel panorama artistico turco, tanto da meritarsi nel 1896 la nomina ufficiale di pittore di corte.

Ultima sezione L’Oriente mistico: non solo soggetti di genere o ritratti di sensuali odalische, l’immaginario figurativo orientalista si ritrova anche in grandi scene bibliche rivolte a un pubblico più colto o alle commissioni ecclesiastiche. È questo il caso di molti dipinti del napoletano Domenico Morelli, di cui si espone uno dei suoi capolavori a soggetto veterotestamentario: La figlia di Jorio (1874), a lungo ritenuto disperso.




Orientalismo. In viaggio dall’Egitto a Costantinopoli, 24 marzo - 25 giugno 2017, GAMM Manzoni, Via A. Manzoni 45, Milano. Altre informazioni qui.


3/09/2017 11:15:00 PM / di / 0 Comments

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