Guercino a Piacenza, una mostra tra sacro e profano

marzo 20, 2017

Giovanni Francesco Barbieri (Cento, Bologna, 1591 - Bologna 1666), meglio conosciuto col soprannome di Guercino - soprannome dovuto ad una cecità congenita all’occhio destro che ebbe fin da bambino - fu un pittore italiano generalmente considerato uno dei maggiori esponenti del classicismo seicentesco, senza tener conto della sua “prima maniera gagliarda”, come lui stesso definì la pittura del suo primo periodo artistico.

Per la sua formazione artistica fu determinante la conoscenza con Ludovico Carracci che fu suo maestro a Bologna. La sua prima opera importante fu la Madonna in gloria per Sant’Agostino realizzata a Cento, la sua città natale, cui seguirono la Resurrezione di Tabita e il San Francesco in estasi.


Guercino, Guercino e bottega: Autoritratto, 1635

Fondamentale per i successivi sviluppi del suo stile fu il viaggio a Venezia del 1618. Il Martirio di San Pietro del 1619 rivela, sia pure tenendo conto della personalità ormai pienamente formata del Guercino, la suggestione esercitata su di lui dalla visione diretta delle opere di Tiziano, proprio a Venezia.

In seguito, dal 1621 al 1623, fu a Roma, dove fu chiamato da papa Gregorio XV  per decorare la loggia delle Benedizioni in San Pietro (opera poi interrotta dopo la morte del pontefice) e per dipingere il Seppellimento e gloria di santa Petronilla, uno dei quadri più noti del Seicento, destinato alla basilica vaticana. Inoltre nel casino della villa Ludovisi dipinse ad affresco le allegorie dell’Aurora e della Notte, le opere più alte del Guercino per l’intensa liricità del chiaroscuro e la forza dell’invenzione poetica, ispirata al classicismo dominante nella città. 

Guercino, Aurora, 1621

Al Guercino s’ispira la mostra “Guercino a Piacenza tra sacro e profano”, una mostra-evento che si snoda, a Piacenza - dove l’artista ha affrescato la cupola della cattedrale piacentina e ha lasciato importanti testimonianze in diversi luoghi della città - tra Palazzo Farnese e il Duomo. Un’occasione, al contempo, per rilanciare la cultura e il turismo piacentino, come è stato spiegato nella cerimonia inaugurale della mostra, avvenuta qualche giorno fa presso Palazzo Farnese.

La mostra si concentra su quei capolavori del Guercino in grado di restituire la lunga parabola artistica che lo ha portato a essere uno degli artisti del Seicento italiano più amati a livello internazionale. Dipinti che ben documentano la “poetica degli affetti” con cui il pittore ha realizzato sia i temi sacri, sia quelli profani, lungo l’arco cronologico della sua operosa attività artistica e il cui fulcro è rappresentato dalla Cattedrale, la cui cupola ospita lo straordinario ciclo di affreschi realizzato da Guercino tra il 1626 e il 1627, presente in tutta la sua bellezza con una nuova illuminazione realizzata da Davide Groppi.

Castello di Agazzano

Contemporaneamente alla mostra si potrà far visita ad alcuni castelli, manieri o rocche situati in provincia di Piacenza e di Parma, per andare alla scoperta di monumenti unici. Infatti, oltre ai Castelli del Ducato alcuni manieri, privati e pubblici, hanno deciso di organizzare qualcosa, a tema con la mostra, che comprendesse il periodo tra metà Seicento e inizio Settecento: il Castello di Rivalta, il Castello di Agazzano, il Borgo di Vigoleno, il Labirinto della Masone, la Rocca Sanvitale di Sala Baganza, Rocca Sanvitale di Fontanellato, il Castello di Scipione dei Marchesi Pallavicino.




Guercino tra sacro e profano, 4 marzo - 4 giugno 2017, Palazzo Farnese e Cattedrale di Piacenza, Piacenza. Per maggiori informazioni visitare il sito della mostra. 

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