22 febbraio 2017

Sinibaldo Scorza in mostra a Genova

Oggi si va alla scoperta di un pittore poco conosciuto: Sinibaldo Scorza, attivo nel periodo seicentesco e al quale la città di Genova ha deciso di tributare una mostra per far conoscere un grande maestro, collezionato nei musei di tutto il mondo e amato dagli esperti ma anche da collezionisti come Caterina di Svezia, Carlo Emanuele I di Savoia, dal più importante poeta del suo tempo quale Giovanni Battista Marino, per essere poi quasi dimenticato tanto da non essere, prima d’ora, mai stato raccontato da una grande esposizione né da una monografia.

Sinibaldo Scorza, Orfeo con la musica incanta gli animali

Sinibaldo Scorza (Voltaggio, Alessandria, 1589 - Genova 1631)  fu caposcuola della pittura genovese, allievo a Genova del Paggi, iniziò come raffinato miniaturista, tale da essere apprezzato dalla corte sabauda, ma  fu anche incisore, nonché straordinario e indefesso disegnatore. Si dedicò poi alla pittura di animali, dipinti dai quali si evince l’influenza dei pittori fiamminghi attivi a Genova in quel periodo come Jan Roos, ma anche Albrecht Dürer, Paul Brill o Jan Brügel.

Gli animali e la natura, in effetti, furono tra i suoi soggetti preferiti ma fu altrettanto abile anche nell’inscenare fiabe e miti come quelli di Circe, Orfeo e Didone. Opere dalle quali emerge tutta la straordinaria abilità tecnica e creativa di Scorza.

Sinibaldo Scorza, La caccia di Didone, collezione privata

Lavori che è possibile ammirare nella città di Genova grazie alla rassegna espositiva che si è deciso, per la prima volta, di tributargli: “Sinibaldo Scorza. Favole e natura all’alba del Barocco” - un titolo ispirato proprio dalla capacità di questo maestro di trasporre su tela il racconto, dai toni fiabeschi, di situazioni, atmosfere e ambienti - presso Palazzo della Meridiana, a cura di Anna Orlando, esperta di pittura fiamminga  e arte genovese del  Seicento.

Ai dipinti la mostra affianca anche una precisa selezione di circa trenta tra disegni, incisioni e miniature, a voler giustamente evidenziare anche questi aspetti della effervescente, poliedrica personalità artistica del Sinibaldo.

Sinibaldo Scorza, Paesaggio innevato con figure nei pressi di un borgo, Genova

Non solo. Alle opere dello Scorza sono affiancate una trentina di opere degli artisti fiamminghi e genovesi del suo tempo, per ricostruire il contesto da cui è scaturita la sua arte singolare: il maestro Giovanni Battista Paggi, i fratelli Bernardo e Giovanni Battista Castello, Jan Roos, Jan Wildens, i fratelli De Wael, e poi Giovanni Bendetto Castiglione detto il Grechetto, Anton Maria Vassallo, Antonio Travi e Pieter Mulier detto il Tempesta.

D’altronde, come ha fatto notare la stessa curatrice, il primo ventennio del Seicento rappresenta il periodo più glorioso dal punto di vista artistico per la città, subito dopo l’arrivo di Rubens (1604-05), con quello di Van Dyck (1621) e lo sbocciare di una scuola di straordinari naturalisti come Fiasella, Assereto, e i De Ferrari.

Sinibaldo Scorza, Il riposo nella fuga in Egitto, tempera e oro su pergamena, Musei di Strada Nuova, Genova

Parallelamente alla mostra presso Palazzo della Meridiana vi è un’altra mostra, nei pressi dello stesso, dove i Musei di Strada Nuova ospitano una ricca sezione grafica composta da tutti i disegni di Sinibaldo Scorza conservati nel Gabinetto Disegni e Stampe di Palazzo Rosso, dei quali una trentina sono già noti e altrettante nuove acquisizioni sono state individuate tra gli anonimi.



Sinibaldo Scorza. Favole e natura all’alba del Barocco, 10 febbraio - 4 giugno 2017, Palazzo della Meridiana, Salita San Francesco 4, Genova. Qui ulteriori informazioni.
19:20:00 / di / 0 Comments

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