12 febbraio 2017

Alla scoperta del Colosseo, a Roma

Il Colosseo, situato nel centro storico di Roma, è uno dei monumenti più conosciuti al mondo oltre che essere il simbolo della Città Eterna, tanto da attirare annualmente migliaia di visitatori nonostante le lunghe file e le attese interminabili.

Sarà che è presente nella lista dei Patrimoni dell’Umanità sancita dall’UNESCO oltre che nella lista delle 7 meraviglie del mondo, ma soprattutto si tratta di uno dei più pregevoli pezzi della storia antica, un monumento che nonostante abbia subìto varie trasformazioni nel corso dei secoli (non solo dal punto di vista strutturale ma anche funzionale) rappresenta una di quelle opere dell’ingegno umano che sopravvivono al tempo rivelandosi ancora oggi una struttura accogliente e dinamica, in grado di offrire scenografie strabilianti ed essere altresì utilizzato per mostre temporanee, nonché spettacoli moderni.


Il Colosseo (o Anphitheatrum Flavlum, “Anfiteatro Flavio” dal nome dell’imperatore Tito Flavio Vespasiano) il cui nome deriva forse dalla grande statua di Nerone - che si ergeva nei pressi - o dalle sue stesse proporzioni colossali, è non solo l’anfiteatro dell’impero romano più noto in Italia ma anche il più grande. Iniziato da Vespasiano, sull’area dello stagno artificiale della Domus Area neroniana, ai piedi del Palatino e non lontano dal Foro, fu inaugurato dal figlio Tito, benché non del tutto compiuto, nell’800 d.C. con festeggiamenti che durarono 100 giorni.

Tito

Fu un edificio che cambiò il rapporto tra potere e popolo per sempre: divertimento e distrazione offerti al popolo gratuitamente dagli imperatori. Era usato, infatti, per le lotte tra gladiatori e per le scene di caccia con animali esotici e feroci ma anche per inscenare tragedie greche o spettacoli teatrali di genere leggero. Inizialmente si pensa abbia ospitato anche uccisioni di cristiani, ma non è storicamente provato che in effetti sia stato luogo di martirio per i cristiani, come vuole invece la tradizione.

Giovan Battista Piranesi, Veduta dell'Anfiteatro Flavio detto il Colosseo, 1748

Rovinato da terremoti, trasformato in fortezza, fu sfruttato per secoli come cava di pietre (numerosi blocchi di travertino furono utilizzati per la costruzione di San Pietro). Benedetto XIV lo dichiarò poi sacro per il ricordo dei supposti martiri e da allora fu rispettato; in seguito si operarono restauri per volere di alcuni papi, fino a Pio IX. Il Colosseo tra l'altro è stato anche riprodotto in una notevole incisione di Giovan Battista Piranesi oltre che aver ispirato a Corot un celebre quadro conservato al Louvre di Parigi.

Camille Corot, Il Colosseo visto dai giardini di Palazzo Farnese, olio su tela, 1826

Secondo alcune leggende medievali, il Colosseo rappresentava l'ingresso che portava direttamente agli inferi, ove, all'imbrunire, le anime dei trapassati erravano in cerca della pace eterna che non avrebbero trovato mai a causa di una morte prematura e violenta.

Un'altra curiosa leggenda affermava che il Colosseo era stato una sorta di tempio diabolico con tanto di stregoni che rivolgevano agli adepti la seguente domanda:"Colis Eum" che significa "Adori Lui?", riferito al diavolo, da qui il nome Coliseum.

Il Colosseo rimane un simbolo del passato più remoto, della sua storia e del suo fascino antico, e proprio al Colosseo romano è dedicata la mostra “Colosseo. Un’icona”. In mostra quei reperti testimonianza della vita quotidiana nel Basso Medioevo, ma anche dipinti, acquerelli e disegni che ritraggono il “paesaggio” diruto, che ha ispirato molti pittori dal Rinascimento in poi.



Colosseo. Un’icona, 8 marzo 2017 - 7 gennaio 2018, Piazza del Colosseo 1, Roma. Qui informazioni su biglietti e orari.


23:41:00 / di / 0 Comments

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