23 gennaio 2017

Le carte da gioco in mostra a Roma

Quale connubio tra arte e carte da gioco? Va detto che le carte da gioco - le cui origini si perdono nella notte dei tempi, le prime testimonianze infatti risalgono al X secolo in Cina e India - per oltre sei secoli, al di là delle loro funzioni, sono sempre state scelte come un mezzo per esprimere la maestria artistica, partendo dall'impegno estetico e ornamentale che caratterizzava le carte dipinte a mano, o incise per i patroni medievali, alle delizie cromo-litografiche del XIX secolo, fino alle carte da gioco moderne.

Le prime carte da gioco erano dipinte a mano, spesso dorate o dipinte in vari colori e decorate con motivi ornamentali, venivano donate come regali di nozze o anche menzionate in antichi testamenti e inventari, ad indicare come queste fossero considerate di valore e preziose.


Inizialmente, durante il periodo medievale, i disegni rappresentati sulle carte erano presi in prestito dal mondo vegetale e da quello animale, a suggerire un eco del mondo quotidiano legato alle credenze popolari e alla saggezza proverbiale. Durante il Rinascimento, invece, le immagini avevano talvolta contenuti esoterici, cristiani, o filosofici, mentre in altri casi ci si basava sulla cultura popolare, oppure esse risultavano ornate con imprese araldiche relative al patrono, che commissionava all’artista le immagini da imprimere sulle carte, mentre sul finire dell’Ottocento s’incominciò a dare maggior rilievo alla qualità e al design delle carte.

Le stesse carte da gioco sono state raffigurate dagli artisti sia del passato che del presente, le quali raffigurazioni e interpretazioni risultano circoscritte a due correnti principali: da un lato il gioco di carte visto come un gradevole passatempo, amato da persone di tutti i tipi e di ogni ceto sociale (nobili, monaci, contadini, soldati, donne, ecc.), dall’altro è una cosa malvagia, a volte diabolica, che porta alla rovina, alla violenza e persino alla morte.

Caravaggio, I bari, olio su tela, 1594, Kimbell Art Museum, Usa

Tra gli artisti del passato che hanno raffigurato le carte da gioco, o scene relative ad esse, nei loro dipinti troviamo, per esempio, Caravaggio che nell’opera I bari (1594) tende a raffigurare la truffa nei giochi di fortuna, con due giocatori che ingannano un terzo: mentre uno prende con la mano dietro la schiena una carta dalla cintura, un terzo alle spalle del truffato comunica segretamente all’altro il contenuto della carta in mano al giocatore ignaro. 

Oppure possiamo citare l’opera di Francisco Goya I giocatori di carte (1777-78) dove viene rappresentata una scena idilliaca di un gruppo di amici che passano un pomeriggio insieme. Il gioco di carte in questo caso non ha assolutamente alcun significato negativo, è puro e semplice intrattenimento.

Paola Masino
Dedicata al tema delle carte da gioco è la singolare mostra romana I pittori del ’900 e le carte da gioco. La collezione di Paola Masino, presso il Museo di Romaresa possibile grazie alla originale collezione di carte di Paola Masino, donate al Museo di Roma ed esposte per la prima volta al pubblico nelle sale al piano terra.

Paola Masino (1908-1989), fu una scrittrice anticonformista e un’intellettuale coltissima con una curiosa passione, quella appunto per le carte da gioco tanto da giocare a carte assiduamente con i vari letterati, musicisti e pittori, italiani e stranieri, che ebbe l’occasione di conoscere e frequentare. Da questa “passione” nasce l’idea di chiedere ai tanti amici artisti di creare delle carte dipinte, napoletane, francesi e Tarocchi. La sua collezione di mazzi di carte da gioco, unica al mondo, comprende carte realizzate da molti pittori del ’900, da Carla Accardi a Burri, da Primo Conti a Carrà, da Fautrier a Cocteau, da Carlo Levi a Guttuso, giusto per citarne alcuni.

E proprio questa collezione sarà di scena al Museo di Roma fino al 30 aprile. Gli appassionati delle carte da gioco sono avvisati.




I pittori del 900 e le carte da gioco. La collezione di Paola Masino, 15 dicembre 2016 - 30 aprile 2017, Museo di Roma, Piazza San Pantaleo 10 e Piazza Navona 2, Roma. Qui ulteriori informazioni.
1/23/2017 12:12:00 AM / di / 2 Comments

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