28 dicembre 2016

Sulle tracce di Lorenzo Lotto a Bergamo

Su Lorenzo Lotto, l’artista al centro del post di oggi, non si hanno molte notizie in verità. Di lui (Venezia 1480 circa - Loreto 1556) si sa che la prima attività di pittore, tra gli ultimi anni del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento, si svolse molto probabilmente nell’ambiente artistico lagunare, dominato da Giovanni Bellini, ma le sue opere documentate - la Madonna con San Pietro Martire e il Ritratto del vescovo De’ Rossi delle Gallerie di Capodimonte, l’Assunta della parrocchiale di Asolo, il San Gerolamo del Louvre e la pala della parrocchiale di Santa Cristina presso Quinto (Treviso) - mostrano una vastità di interessi e l’irrequieta curiosità del giovane artista, pronto a cogliere le suggestioni più diverse.

Lorenzo Lotto, Madonna con Bambino e San Pietro martire, 1503, olio su tela, Museo Nazionale di Capodimonte, Napoli

La sua visione si differenzia profondamente da quella del Giorgione, suo coetaneo: ai morbidi trapassi tonali, alla calma, sospesa contemplazione naturalistica dei dipinti giorgioneschi, il Lotto contrappone un morbido e inquieto balneare di luci e la predilezione per tonalità fredde, talora dissonanti.

Dal 3 dicembre la città di Bergamo celebra, con una serie di iniziative, uno dei grandi maestri del Cinquecento quale appunto Lorenzo Lotto mediante il progetto espositivo “Lorenzo Lotto. Attraverso Bergamo”, un’iniziativa facente capo alla mostra “Un Lotto riscoperto” presso l’Accademia Carrara che, come facilmente intuibile dal titolo, prende le mosse da un capolavoro del Lotto rimasto nascosto per secoli e riemerso grazie agli studi decennali sulla produzione del maestro veneziano.

Lorenzo Lotto, AutoritrattoMuseo Thyssen-Bornemisza, Madrid

Si tratta della tarsia della Creazione, proveniente dal Luogo Pio Colleoni, di cui si pensava fosse una replica antica di quella che figura negli stalli del coro della Basilica di Santa Maria Maggiore. L'oggetto, di finissima esecuzione, viene ora proposto come una delle tarsie, attestate dalle fonti, che furono realizzate e direttamente profilate da Lotto.

La mostra parte dunque da questo capolavoro ritrovato, in una sorta di continuum con altri capolavori giunti appositamente in prestito da grandi istituzioni museali, come nel caso di Le Nozze mistiche di santa Caterina d’Alessandria da Palazzo Barberini e dell’Autoritratto dal Thyssen-Bornemisza di Madrid, oltre ad altre opere provenienti da collezioni private veneziane e milanesi e dalla chiesa di Santa Maria Assunta di Celana. Il tutto a rappresentare un apice dell'intera carriera del Lotto per lo straordinario universo narrativo e simbolico.

Lorenzo Lotto, Pala con Madonna e santi nella Chiesa di San Bernardino, 1521, olio su tela

La rassegna espositiva, inoltre, s’intreccia con il Lorenzo Lotto Tour - LLT, gestito dalla Fondazione Adriano Bernareggi e che permette, oltre all’ingresso al museo, la visita alle chiese di San Bartolomeo, Santo Spirito e San Bernardino, che custodiscono le omonime pale d’altare dell’artista veneziano tra cui anche La Madonna col Bambino e la celebre Pala Martinengo.

Chiude l’esperienza di visita alle opere presenti nella città di Bergamo il capolavoro del coro della Basilica di Santa Maria Maggiore, intarsiato da Lotto e Capoferri. Una vicenda iniziata nel 1523, quando Lorenzo Lotto risiedeva a Bergamo, e sviluppatasi per diversi anni fino al suo rientro a Venezia. L'artista forniva le invenzioni e i disegni a Giovanni Francesco Capoferri, noto intagliatore bergamasco, che li traduceva in tarsie lignee, un'impresa che rivela pienamente tutta la potenza del Lotto narratore mostrando l'assoluta novità del racconto a tarsie figurate e non più prospettiche.



Lorenzo Lotto | Attraverso Bergamo, 3 dicembre 2016 - 26 febbraio 2017, per maggiori informazioni sul progetto e sulla mostra: http://www.lacarrara.it/visitaci/contatti-come-raggiungerci-museo/



                                                                               
12/28/2016 05:19:00 PM / di / 0 Comments

Nessun commento:

Posta un commento