12 dicembre 2016

Le tradizioni natalizie: tra presepe e albero

Siamo ormai nel periodo natalizio e quando si vive il Natale non si possono tralasciare due tradizioni imprescindibili da esso quali l’albero e il presepe. Così che ci sono quelli che propendono per uno dei due e chi, invece, nel dubbio o per non scontentare nessuno, li fa entrambi. Ma che origini hanno, dopotutto, queste due antichissime tradizioni?

La tradizione del presepe (dal latino prae, davanti, e saepire, chiudere con una siepe, dunque “praesepium” o “praesepe”, che indica la greppia,  mangiatoia o stalla, in particolare quella in cui nacque Gesù) ha un’origine storica risalente alle narrazioni della natività racchiuse nel Vangelo di San Matteo e di San Luca, con riferimento al testo di Isaia (1,3) e Abacuc (3,2) dell’Antico Testamento.

Pieter Paul Rubens, Adorazione dei pastori, olio su tela, 1608

La nascita di Gesù in una grotta è sempre stata implicitamente attestata dal Vangelo con il riferimento alla “mangiatoia”. In Oriente le grotte naturali servivano di rifugio ai viandanti e da stalla degli animali. Appare così verosimile un’antichissima tradizione che mostra un bue e un asino nell’atto di riscaldare col proprio alito il corpicino di Gesù.

Il presepio inteso come rappresentazione della nascita di Cristo, che si fa nelle Chiese e nelle case con ricostruzioni ambientali e statuette di varia materia è nato, secondo una tradizione agiografica plausibile, nel Natale medievale del 1223 da un primo presepe vivente che san Francesco d’Assisi realizzò a Greccio, in provincia di Rieti. Anche se, a detta di alcuni studiosi italiani e stranieri, non si trattò della realizzazione di un vero presepio (che è la rappresentazione a tutto tondo della nascita di Gesù, mediante un plastico e alcune statuine) ma piuttosto di una messa celebrata eccezionalmente in una grotta anziché in una chiesa.

Presepe di Greccio dipinto da Giotto

Fu poi l’ordine francescano, e in seguito i domenicani e i gesuiti, a dare impulso non solo in tutta Italia ma anche in Europa centrale alla costruzione di presepi talora in legno o altri materiali, talora in pietra o in terracotta, spesso di gigantesche dimensioni.

Il più antico presepio d’Italia, almeno in parte conservato, può considerarsi quello dell’oratorio del Presepio sotto la Cappella Sistina in S. Maria Maggiore a Roma, modellato nel 1280 circa da Arnolfo di Cambio che scolpì otto statuette in legno rappresentanti i personaggi della Natività ed i Magi. Tale presepe si trova ancora nella basilica romana.

Esemplari notevoli del tardo Rinascimento, del barocco e del rococò esistono tuttora in chiese e musei (celebre a Vienna il presepe settecentesco detto Janfenthaler, di 459 pezzi). Famoso è anche il presepe di Santa Maria in Aracoeli a Roma, imperniato sulla venerata immagine del Santo Bambino; da citare inoltre i pregevoli e numerosi presepi liguri e altoatesini, e soprattutto quelli napoletani.

Presepe della Basilica di Santa Maria in Aracoeli, Roma

La diffusione a livello popolare del presepe si realizzò pienamente nell’800 quando ogni famiglia, in occasione del Natale, cominciò a costruire un presepe in casa riproducendo la Natività secondo i canoni tradizionali, con materiali  forniti da un fiorente artigianato. 

In questo secolo si delineò altresì l'arte presepiale della Puglia, specie a Lecce, per l'uso innovativo della cartapesta, policroma o trattata a fuoco, drappeggiata su uno scheletro di fil di ferro e stoppa.

A Napoli, tuttavia, tra la fine del 600 e tutto il 700 il presepio assunse vere forme d’arte sia plastica che compositiva: nato intorno alle figure del Bambino con la Madonna e San Giuseppe circondati da angeli, pastori e agnelli e Magi, si affollò successivamente di mandriani, contadini, borghesi e mercanti in vesti settecentesche in una varietà di pose e ed espressioni di stupefacente intensità.

Presepe in cartapesta, Lecce

Chiesa, nobiltà e borghesia napoletana si fecero vanto dei loro presepi arricchiti di generazione in generazione e divenuti oggetti di prestigio, ma, passata la moda furono dispersi e distrutti nel XIX e nel XX secolo. In raccolte private e soprattutto nella ricchissima Collezione Catello di Napoli e al Museo di San Martino (presepio Cuciniello), oltre che nella reggia di Caserta, ne sono stati ricostruiti alcuni esemplari e raccolta un’ampia varietà di singoli gruppi.  

Presepe napoletano del '700

Oggi, dopo l'affievolirsi della tradizione causata anche dall'introduzione dell'albero di Natale, il presepe è tornato a fiorire grazie all'impegno di religiosi e privati che tramite associazioni, mostre, rappresentazioni dal vivo (come quelle della rievocazione del primo presepio di S. Francesco a Greccio), e, soprattutto, la produzione di artigiani presepisti, napoletani e siciliani in special modo, eredi delle scuole presepiali del passato, hanno ricondotto nelle case e nelle piazze d'Italia la Natività e tutti i personaggi della simbologia cristiana del presepe.

L’albero di Natale, a differenza del presepe, ha origini pagane dai contorni non ben definiti. Esso probabilmente ha origini celtiche poiché i Druidi erano soliti celebrare il solstizio d’inverno tagliando un albero della foresta come un vero e proprio rito propiziatorio. L’albero tagliato era in genere un abete in quanto sempreverde ed era per questo il simbolo di un perpetuo rinnovarsi della vita.


In seguito, nel Medioevo, si diffuse un gioco che si era soliti mettere in atto il 24 dicembre: il gioco di Adamo ed Eva. Tutte le piazze e le chiese erano riempite di alberi da frutta e di diversi simboli che richiamavano l’abbondanza. L’obiettivo era ricreare la condizione caratteristica del Paradiso.

Con lo scorrere del tempo si cominciò a sostituire gli alberi da frutta con gli abeti, perché essi erano considerati degli elementi dotati di un valore quasi magico. Si credeva che il loro essere sempreverdi era il risultato di un dono che lo stesso Gesù aveva elargito in segno di ricompensa per il fatto che questi alberi lo avevano protetto quando i nemici lo inseguivano.


Per molto tempo, la tradizione dell'albero di Natale rimase tipica delle regioni a nord delle Alpi.  All'inizio, infatti, i cattolici la consideravano un uso protestante e solo nel '900 questa tradizione si diffuse anche nel mondo cattolico.

E voi, cosa preferite: il presepe o l’albero?
12/12/2016 12:56:00 AM / di / 0 Comments

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