24 ottobre 2016

Il Dadaismo alle Terme di Diocleziano

Il Dadaismo o movimento Dada si originò nel 1916 come movimento artistico e letterario prendendo spunto dal termine francese dada (cavallo) appartenente al linguaggio infantile, scelto a caso in quanto privo di un serio significato.

Questa corrente sorse simultaneamente a Zurigo, a New York e a Parigi, in piena guerra, come protesta degli artisti (Tristan Tzara, Arp, Picabia, e altri) contro l’assurdità universale: si proponeva di combattere la società, la cultura e l’arte tradizionali in nome dell’irrazionale, del caso, dell’intuizione.


Nel 1918 vi fu la fusione dei due gruppi, quello di Zurigo e quello di New York, a Losanna. Da Losanna il movimento dadaista cominciò a diffondersi anche in Germania (con Max Ernst) mentre in Francia nacquero numerose riviste, tra cui Littérature di André Breton, fondata nel 1919 e a cui collaborarono Eluard, Arp e Max Ernst.

Marcel Duchamp, L.H.O.O.Q.

Dopo aver affermato, con un anticonformismo ai limiti dello scandalo, la volontà di rimettere in discussione tutte le forme artistiche (tramite la realizzazione di poesie senza parole, papiers collés, oggetti assurdi), il movimento esaurì rapidamente lo slancio iniziale giungendo a forme di puro nichilismo artistico per poi confluire, dopo il 1920, nel surrealismo in taluni casi o sfociare nell’azione rivoluzionaria in altri.

Tra i più rappresentativi esponenti vanno nominati Max Ernst, Marcel Duchamp e soprattutto lo scultore Jean Arp, tra i fondatori del movimento dadaista insieme a Hugo Ball e Tristan Tzara, con le loro opere caratterizzate da forme rudimentali, colori sobri, pitture con applicate citazioni poetiche e con materie estranee (legno, polvere d’oro e d’argento).

Max Ernst, Red Forest

Proprio a Jean Arp, tra i maggiori protagonisti della storia dell’arte novecentesca, è dedicata la grande mostra romana “Jean Arp”, allestita dall’architetto Francesco Venezia, in relazione al centenario del dadaismo e al cinquantenario della scomparsa dell’artista. Una concomitanza di ricorrenze che ha indotto la Soprintendenza Speciale per il Colosseo, l’area archeologica centrale di Roma e il Museo Nazionale Romano a promuovere il progetto espositivo, la cui curatela è stata affidata ad Alberto Fiz.

Teatro della mostra le Grandi Aule delle Terme di Diocleziano, a Roma; una scelta, come ha spiegato il Soprintendente per il Colosseo e l’area archeologica centrale di Roma, Francesco Prosperetti, motivata dal fatto che lo stesso Arp subì in vita il fascino delle testimonianze lasciate dall’antichità.

Jean Arp

Almeno un’ottantina le opere in mostra tra sculture, rilievi, stampe e papier collé, utili per analizzare l’intera produzione del poeta, pittore e scultore francese, che si fece portavoce dello spirito del movimento DADA, un’esperienza che non fu “una farsa, ma una straordinaria ondata di contestazione degli artisti contro l’arte accademica e decorativa prodotta dalla società borghese tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo“.

Una menzione di merito spetta anche alla location, le Terme di Diocleziano: il più grandioso complesso termale mai costruito nel mondo romano, esteso su una superficie di oltre 13 ettari tra il Viminale e il Quirinale.


Edificate tra il 298 e il 306 d.C., le Terme furono trasformate a partire dal 1562 da Michelangelo che vi realizzò la Basilica di S. Maria degli Angeli e dei Martiri Cristiani e diede l’avvio alla realizzazione della Certosa occupando numerosi altri ambienti.  Il percorso di visita si snoda tra gli ambienti delle Terme e comprende il Museo Epigrafico, con i suoi tre piani dedicati alla comunicazione nel mondo romano, e il Museo Protostorico, con i materiali di epoca protostorica provenienti dal Lazio.



Jean Arp, 30 settembre 2016 - 15 gennaio 2017, Museo Nazionale Romano - Terme di Diocleziano, Viale Enrico De Nicola 79, Roma. Qui informazioni su orari e biglietti.
  

    
10/24/2016 12:54:00 AM / di / 0 Comments

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