03 ottobre 2016

I gioielli e il viaggio a Vicenza

Gli estimatori dei gioielli apprezzeranno l’articolo di oggi dedicato, appunto, ai gioielli. L’utilizzo di ornamenti personali, va detto, è antico quanto l’uomo, che sin dal Paleolitico Superiore cominciò a realizzare collane fatte di conchiglie, denti di animali e pezzetti di osso e di pietra le cui tracce sono state rinvenute nelle capanne, oltre che nelle tombe e nei ripari sotto la roccia.


Quando poi l’uomo imparò a lavorare l’oro, l’unico metallo che si trovi allo stato naturale nelle sabbie del deserto o fra i sassi dei fiumi, si ebbe un rilevante aumento sia nella qualità che nella diffusione degli oggetti ornamentali. Si aggiunga anche l’organizzazione dei sistemi di scambio a breve, medio e lungo raggio che fece confluire, nei territori del Vicino Oriente e in Egitto, molte pietre preziose che si trovavano accostate con l’oro e con l’argento in sofisticati monili già quando, nella prima metà del III millennio a.C., si consolidarono le grandi civiltà urbane nella Valle del Nilo e nelle Valli del Tigri e dell’Eufrate.


Comparvero in questo modo anche le prime gioiellerie, che si diffusero originariamente nelle antiche civiltà orientali. Ad eccezione del diamante e del corindone ialino, gli Egiziani si servivano di ogni sorta di pietre preziose per creare gioielli e ornare armi. Il mondo antico apprezzava in modo particolare lo smeraldo, l’ametista, il granato, prediligendo i cammei e gli intagli ricavati da ogni tipo di pietre dure. Mosaici e affreschi ci tramandano l’immagine degli imperatori d’Oriente in abiti costellati di gemme.


Nel XV secolo, in Occidente, si utilizzavano i gioielli nell’acconciatura del capo tanto femminile quanto maschile. Durante il regno di Enrico III si apprese a tagliare il diamante che divenne così di moda, soppiantato, nella seconda metà del  XVI secolo, dalle perle. Successivamente, nel XVIII secolo, predominò nuovamente il diamante, mentre in quello seguente si apprezzò piuttosto il metallo lavorato.

Lo stile Impero rimise in auge il diamante nei gioielli di grande importanza, fino ad arrivare alla minuteria moderna che associava la gioielleria a sobri effetti ottenuti dalla lavorazione dell’oro, dell’argento e del platino.


Ispirata al tema del gioiello, in relazione a quello del viaggio, è la rassegna “Il Gioiello e il Viaggio”, organizzata dalla Fiera di Vicenza, dedicata all’interpretazione del viaggio, simbolico o reale, che può riferirsi a un percorso interiore, geografico o ad un processo produttivo:  il viaggio nel tempo, le tracce lasciate dai viaggiatori, i gioielli per viaggiare, la nostalgia, il viaggio come movimento e come metafora della vita. 

La mostra “Il Gioiello e il Viaggio”, curata da Alba Cappellieri - Professore di Design del Gioiello al Politecnico di Milano - mette in scena 25 prototipi dei gioielli finalisti del concorso internazionale Next Jeneration Jewellery Talent Contest, creati da giovani progettisti internazionali under 30 e realizzati con il sostegno di alcune aziende.


L'esposizione, visitabile dal 3 settembre,è allestita presso il Museo del Gioiello di Vicenza, collocato all’interno della Basilica Palladiana, il primo museo in Italia e uno dei pochi al mondo dedicato esclusivamente al gioiello con lo scopo di offrire un’originale esperienza estetica e conoscitiva su di esso, valorizzando un oggetto antichissimo e profondamente radicato nella cultura umana.



Il Gioiello e il Viaggio, 3 settembre 2016 - 15 gennaio 2017, Museo del Gioiello - Basilica Palladiana, Piazza dei Signori, Vicenza. Per maggiori informazioni: http://www.museodelgioiello.it/main/info


10/03/2016 01:00:00 AM / di / 2 Comments

2 commenti:

  1. articolo chiaro, ben scritto e comprensibile anche ai non addetti al lavoro.
    In questo modo l'arte si avvicina alla gente
    Complimenti
    Adriana

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    1. Grazie mille Adriana! Le sue parole mi fanno immensamente piacere, oltre che essere un forte sprone. Un carissimo saluto!

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