26 ottobre 2016

Around Ai Weiwei, a Torino

Architetto, designer, blogger, curatore artistico, fotografo e attivista politico, Ai Weiwei è considerato a livello internazionale l’artista cinese più celebre e anche più influente al mondo. La sua storia personale ha fin da subito un risvolto drammatico, nel segno della dissidenza: il padre, il poeta Ai Quing, dopo la sua nascita - avvenuta il 28 agosto 1957 - viene esiliato dal governo cinese dapprima in Manciuria e in seguito nelle remote terre nord-occidentali del Paese, dove vi rimarrà fino al 1975.


Dopo il diploma presso l’Accademia del Cinema di Pechino, Ai Weiwei si trasferisce agli albori degli Ottanta negli Stati Uniti dando vita alla sua carriera artistica. Così nel marzo 1988 le sue opere vengono esposte per la prima volta alla Ethan Cohen Gallery di New York. Celebre in questo periodo fu l’opera in omaggio a Marcel Duchamp, artista amato da Ai Weiwei, Profile of Duchamp. Sunflower seeds: trattasi della trasformazione di una gruccia nel profilo dell'artista, all'interno della quale sono collocati dei semi di girasole, un alimento fondamentale per il popolo cinese ma anche metafora multipla e politica del passato della Cina, simbolo delle carestie e della vita sotto il comunismo.

Profile of Duchamp. Sunflower seeds

Tornato in Cina per assistere il padre ammalato, collabora alla fondazione dell'East Village di Pechino, una comunità di artisti d'avanguardia, e diventa nel 1997 cofondatore e direttore artistico dell'Archivio delle arti cinesi (CAAW). Sul finire dei Novanta inizia anche ad occuparsi di architettura e fonda il suo primo studio nella periferia nord di Pechino.

In seguito alla partecipazione alla Biennale di Venezia del 1999, Weiwei si è imposto all’attenzione internazionale con una serie di lavori concettuali molto variegati e ricchi di commistioni fra generi diversi che spaziano dal design alla scultura, dalle installazioni alla cinematografia.


Attivista politico sensibile da sempre alle diseguaglianze presenti nel suo paese, col passare degli anni ha improntato sempre più i suoi lavori a una denuncia della corruzione e della censura governativa entrando così in rotta di collisione con il regime cinese, che dapprima gli chiuse il blog, nel 2009, e poi lo arrestò nell’aprile 2011, senza un’accusa formale, tenendolo recluso per 81 giorni in una località segreta. Evento che è riuscito a provocare l’ira della comunità mondiale portando il nome di Ai Weiwei a oltrepassare la cerchia degli appassionati di arte e architettura, facendolo diventare il simbolo della lotta per la libertà di espressione in Cina.

Tra le mostre dedicate all’artista da segnalare quella del Centro Internazionale della Fotografia CAMERA di Torino: Around Ai Weiwei. Photographs 1983-2016,  che propone un’esposizione sulla produzione fotografica e video dell’artista cinese, ad indagare la sua poetica artistica dagli esordi fino ai giorni nostri e il suo ruolo nel dibattito culturale e politico, sia nel contesto cinese che in quello internazionale.

The Forbidden City during the SARS Epidemic, 2003
 

In un panorama di mostre centrato sulle opere monumentali di Ai Weiwei, il progetto si propone di ri-orientare lo sguardo del pubblico verso gli elementi documentari che circondano la vita dell’artista in quanto testimonianze del suo affascinante viaggio come uomo, creatore e attivista.

L’esposizione, promossa e organizzata con la Fondazione Palazzo Strozzi di Firenze si affianca alla grande retrospettiva Ai Weiwei. Libero.



Around Ai Weiwei. Photographs 1983 - 2016, 28 ottobre 2016 - 12 febbraio 2017, CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia, Via delle Rosine 18, Torino. Per ulteriori info: http://camera.to/






10/26/2016 11:08:00 PM / di / 2 Comments

2 commenti:

  1. che personalità interessante ! è davvero il duchamp dei giorni nostri

    RispondiElimina
  2. Beh, questo complimento se lo sapesse credo che gli farebbe piacere essendo Duchamp uno dei suoi artisti preferiti. :)

    RispondiElimina