26 settembre 2016

Coco Chanel, la donna che legge, a Venezia

La ribalta dell’articolo odierno va ad un’icona della moda quale è sempre stata Gabrielle Bonheur Chanel, più comunemente nota con il nome che l’ha rese celebre in tutto il mondo: Coco Chanel, che è riuscita con la sua inventiva e le sue collezioni di modelli sartoriali, a partire dal 1920, a rivoluzionare la moda femminile lanciando il tailleur di foggia mascolina e il tricot, o tessuto a maglia, contribuendo così all’affermazione del tipo di donna moderna dalle gonne al ginocchio e dai capelli corti, e poi bottoni gioiello, borse di nappa trapuntata con tracolla a catena, profumi n.5.


Ma Coco Chanel, che conobbe i dolori della grande guerra e al contempo l'effervescenza degli anni folli descritti da Scott Fitzgerald, non fu solo questo. Fu, infatti, una donna sensibile al mondo della cultura, che le fu utile per l’affermazione della propria visione del mondo. Per questo non era difficile trovare tra gli scaffali della sua abitazione opere, tra le tante, di Baudelaire, Shakespeare, Verlaine, Cervantes, Dante, Proust, Apollinaire, Sofocle, Platone.

Tra le sue passioni anche la poesia, che coltivò grazie all’amicizia in primis col poeta e artista Jean Cocteau che conobbe nel 1917 e che le presentò alcuni dei maggiori esponenti artistici di quell’epoca. Oltre che di Cocteau, madamoiselle Chanel fu amica anche di Pablo Picasso, Stravinskij, dell’inquieta pianista Misia Sert.

Jean Cocteau

Amicizie, conversazioni, influenze e scambi intellettuali hanno così illuminato e alimentato la creatività dell’artista di moda contribuendo a forgiare il suo stile. L’etichetta del primo profumo della maison, per esempio, quel N.5 passato ormai alla storia e lanciato per la prima volta nel 1921, nacque in seguito alla conoscenza dei principali protagonisti del movimento Dada: Tristan Tzara e Francis Picabia. Laboratorio di nuove forme di scrittura poetica nel campo dell’arte, il movimento Dada esercitò una notevole influenza sull’estetica radicale dell’etichetta del flacone N.5.


E a Coco Chanel e al suo rapporto con la cultura, e i libri in particolare, che è dedicata la mostra La donna che legge, il settimo capitolo del progetto itinerante Culture Chanel, ideato e curato dal critico Jean Louis Froment, una sorta di racconto suddiviso in capitoli e “cucito” sulla figura complessa e affascinante di madamoiselle Coco, che dal 2007 ha toccato diverse capitali nel mondo come Mosca (2007), Shangai e Pechino (2011), Canton e Parigi (2013), Seul (2014) e ora Venezia, sede della sopra citata mostra. Una scelta, quella veneziana, motivata dalla passione della stilista per la città poiché fu proprio a Venezia che ella si rifugiò per lenire il dolore causato dalla perdita dell’allora suo compagno Arthur Capel, giocatore di polo britannico noto con il soprannome di “Boy Capel”.


“La donna che legge” esplora, dunque, un  lato inedito di Coco Chanel: quello del suo rapporto con i libri e la lettura per cui l’esposizione, ambientata presso la Galleria Internazionale di Arte Moderna della Fondazione Musei Civici di Venezia, permetterà al pubblico di scoprire per la prima volta la sua biblioteca.  Pertanto dediche, archivi, fotografie, quadri, disegni, si mescolano con un vestiario di creazioni di moda che svelano, al pari di una biblioteca, il vocabolario estetico di Gabrielle Chanel, il suo gusto per il classicismo e per il barocco, l’amore per la Russia e per gli ori di Venezia.

Non solo. Accanto a gioielli e a profumi si potranno visitare per la prima volta oggetti d’arte provenienti dal suo appartamento parigino di rue Cambon per un totale di circa 350 pezzi, a delineare il ritratto intimo di una creatrice che ha saputo fare della propria vita una leggenda.



Culture Chanel. La donna che legge, 17 settembre 2016 - 8 gennaio 2017, Cà Pesaro - Galleria Internazionale di Arte Moderna, Santa Croce, Venezia. Per informazioni capesaro@fmcvenezia.it
settembre 26, 2016 / di / 0 Comments

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