04 agosto 2016

Tatuare la storia, l’arte cubana al Pac di Milano

Dell’arte cubana scarse, va detto, sono le testimonianze del periodo coloniale, mentre il 19.mo secolo è contraddistinto da una produzione accademica, specie agli inizi, perlopiù di stampo europeo.

La cultura e l’arte cubana, d’altronde, sono sempre state  fortemente influenzate dalle eredità portate dalle differenti etnie che hanno da sempre plasmato la storia dell’isola: la musica, l’architettura, la letteratura, le arti figurative, infatti, hanno sempre subìto gli influssi della cultura africana o di quella coloniale o di entrambe.


La pittura e scultura made in Cuba hanno avuto un vero e proprio sviluppo con l’affacciarsi del XX secolo: nel 1910 nacque l’Associazione pittori e scultori ad opera di Victor Manuel, Amelia Perez introdusse la lezione del cubismo nella pittura cubana e, dal 1937, diresse La Libera scuola di pittura e scultura, l’arte astratta cominciò ad essere rappresentata da Luis Martinez Pedro, Cundo Bermùdez, Joaquin Ferrer. Un filone surrealista impregnato di esuberanza “tropicale” ebbe poi il suo principale rappresentante in Wifredo Lam, ma vanno citati altresì Servando Cabrera e Jorge Camacho.   


Durante gli anni Sessanta fu la grafica cubana ad ottenere la ribalta tanto da acquisire una fama internazionale; nata per esigenze di propaganda politica ed economica connesse con lo sviluppo del socialismo nell’isola, seppe rinunciare fin da subito ai canoni del realismo socialista, con una serie di realizzazioni (manifesti, opuscoli, ecc.) che riproponevano con efficacia e modernità il linguaggio della più recente grafica pubblicitaria nordamericana (molti dei grafici cubani avevano studiato negli stati Uniti).


L’influenza della grafica cubana fu notevole in molti paesi dell’America latina (come avvenne, per esempio, in Cile fino alla caduta di Allende). Tra i principali esponenti vanno menzionati R. Martinez, A. Rostgaard e F. Pérez.

Nel 1962, inoltre, fu creata l'Accademia Nazionale dell'Arte e nel 1977 furono aperte le prime casas de la cultura previste in tutte le città.

A Cuba, va ricordato, si è sviluppato un movimento artistico di una grandezza tale che attualmente esistono nel paese più di 33.000 gruppi artistici che riuniscono circa 300.000 appassionati.

Un’occasione per acquisire conoscenza dell’arte contemporanea cubana la offre la mostra “Tatuare la storia”, a cura di Diego Sileo e Giacomo Zaza, allestita presso la sede del PAC di Milano, che continua così l’esplorazione dei continenti attraverso l’arte contemporanea, disegnando per il 2016 una linea guida sull’arte cubana, dentro e fuori dall’isola, con 31 artisti di diverse generazioni attivi dalla fine degli anni Settanta in poi.


La rassegna presenta una vasta selezione di opere e installazioni dei più rappresentativi artisti cubani e dei più promettenti artisti della nuova generazione, come Lázaro Saavedra (Premio Nazionale delle Arti Plastiche 2014), Ana Mendieta e Félix González-Torres, due tra i più influenti artisti cubani. La mostra si estenderà al MUDEC - Museo delle Culture - di Milano con un’installazione site specific dell’artista Eduardo Ponjuán (Premio Nazionale delle Arti Plastiche 2013).

“Tatuare la storia” dunque per tracciare un segno sull’identità condivisa di Cuba, metafora dell’incontro di culture confluite in un orizzonte creolo e tropicale, miraggio di un mondo utopico, ma intrinsecamente contraddittorio. Ogni singolo artista al PAC racconterà la tappa di un viaggio verso l’isola, con i suoi splendori e le sue difficoltà, i suoi rumori e furori, le sue istanze culturali, linguistiche e mitiche, comprese le sue diverse manifestazioni ideologiche.




Tatuare la storia, 5 luglio  - 12 settembre 2016,  PAC - Padiglione di Arte Contemporanea, Via Palestro 14, Milano. Qui info su biglietti e orari.
8/04/2016 01:25:00 AM / di / 0 Comments

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