24 agosto 2016

Popism: dalla Pop Art alla Street Art, a Capo D’Orlando

E’ attiva presso gli spazi del LOC a Capo D’Orlando (Messina), la mostra “Popism”, una rassegna per celebrare  cinquant’anni di Pop Art e che spazia dalla Pop Art fino ad arrivare alla Street Art passando per Graffitismo e Pop Surrealismo, tale da documentare il percorso innovativo e rivoluzionario che ha portato ad un modo differente di vivere l’arte attuale.



Tutto inizia con la Pop Art, termine entrato in vigore, a partire dalla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso, per indicare una corrente formata da artisti che creano le loro opere attingendo forme, oggetti e motivi dal vastissimo repertorio dei mezzi di comunicazione di massa, propri della civiltà dei consumi: pubblicità, immagini televisive e dei rotocalchi, fumetti, cartelli di segnaletica stradale, ecc.



Un percorso nato in Inghilterra con Richard Hamilton, e diventato poi popolare negli Stati Uniti grazie a personaggi come Warhol soprattutto ma anche Lichtenstein, Rosenquist, Segal, Wesselman; un movimento artistico diffusosi poi in tutto il mondo compresa l’Italia dove fu clamorosamente manifestato al pubblico europeo alla Biennale di Venezia del 1964 trovando in Tano Festa e Mario Schifano i principali sostenitori sul versante italiano.

Dopodiché troviamo il Pop Surrealism, o anche Arte Lowbrow, che sorse a Los Angeles sul finire degli anni Settanta trovando le sue radici culturali nel fumetto underground, nella musica punk rock e nelle culture di strada; tra i suoi maggiori esponenti Mark Ryden, Ron English e Nicola Verlato.

Ron English, Peter and Paul

Il fenomeno del Graffitismo è nato a New York, nei quartieri degradati del South Bronx da artisti newyorchesi che, a un certo punto della loro esperienza, nei primi anni Ottanta, hanno sentito il bisogno di uscire dagli spazi più o meno canonici dell’arte (gallerie, musei) per continuare la loro attività in luoghi cittadini affiancandosi ad artisti anonimi  che già avevano scelto i grandi spazi lasciati vuoti dal degrado urbano o dalle strutture d’uso della città, come le metropolitane, per poter esprimere la propria arte, un’idea di plasticità e decoro. In definitiva, come già con il jazz, questa corrente artistica ha rappresentato una rivincita culturale per i neri e gli emarginati, un soffio di nuova energia, di nuova creatività. Una bomba scagliata contro tutti i messaggi della rivoluzione di massa. Tra i maggiori rappresentanti vanno citati Keith Haring, Basquiat, ma anche James Brown e A-One tra gli altri.

Keith Haring, TuttoMondo, 1989

Da qui si arriva alla Street Art, l’arte di strada, di cui Banksy passa per il principale esponente e di cui sono esposte per la prima volta in Sicilia alcune sue opere.

In mostra oltre cento pezzi unici da celebri collezioni private provenienti da importanti gallerie d’arte. L’iniziativa, che rientra nella programmazione di Emergence Festival (Festival Internazionale di Interventi Urbani), è stata già esposta con successo a Taormina ed è curata da Giuseppe Stagnitta e Julie Kogler in collaborazione con Giancarlo Carpi. La mostra è patrocinata dal Comune di Capo D’Orlando e organizzata da Studio Soligo e Musica e Suoni.



Popism. Da Warhol a Banksy, 21 luglio - 11 settembre 2016, Spazio LOC - Via del Fanciullo 2, Capo d’Orlando, Messina. Biglietto € 5,00. Per maggiori informazioni: https://www.facebook.com/laboratorioloc/ oppure http://www.emergencefestival.com/




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