26 luglio 2016

Le meraviglie degli zar alla Venaria Reale di Torino

Il fascino degli zar domina in questi giorni la Sala delle Arti della storica Reggia torinese di La Venaria Reale.

E’ attiva infatti da pochi giorni (16 luglio) la rassegna espositiva “Meraviglie degli zar. I Romanov e il Palazzo Imperiale di Peterhof” con oltre un centinaio di opere in mostra tra abiti, ritratti, quadri, porcellane e tanti altri oggetti preziosi provenienti dalle raffinate e sfarzose sale di una delle più prestigiose e importanti residenze dei Romanov, ossia Palazzo Peterhof, diventato ai giorni nostri una delle tappe principali del turismo culturale russo.

La Venaria Reale

I Romanov, antica famiglia boiara d’origine lituana stabilitasi nel XIV secolo in Russia, dove regnò dal 1613 al 1917, nonostante le tormentate vicende successorie della famiglia, seppero mantenersi saldamente al potere per oltre tre secoli grazie ai gloriosi regni di Caterina II (1762-1796) e di Alessandro II (1855-1881), che riuscirono a portare l’impero a una grandezza e una potenza mai raggiunte.

I Romanov

Peterhof, a Sud Ovest di San Pietroburgo, fondata da Pietro il Grande (da qui l’origine del nome “Peterhof”) fu appunto  una delle principali residenze estive degli zar. Il Palazzo e i giardini, iniziati  nel 1714, assunsero l’aspetto definitivo soltanto cinquant’anni dopo. Il modesto palazzo originario fu modificato da Le Blond e venne poi ingrandito da Rastrelli (1747-1752) seguendo il modello di Versailles, al tempo di Caterina II. In seguito, tra il 1830 e il 1840, fu realizzato seguendo i progetti dell’architetto A. Ménélas, il parco all’inglese, con il Cottage, palazzo di Nicola I, la cappella e il ponte delle Rovine in stile neogotico. Tutto il complesso, restaurato dopo la seconda guerra mondiale, è diventato poi un museo.

Palazzo Imperiale di Peterhof

Il percorso di visita della mostra alla Venaria Reale si apre con una presentazione di Peterhof e dei personaggi che lo abitarono, a cominciare dal grande arazzo di Pietro il Grande, per poi proseguire con una selezione di opere ed oggetti, alcuni acquistati dai Romanov durante i loro viaggi in Europa ed altri, invece, commissionati dagli Zar agli artisti e artigiani russi, a ricostruire lo sfarzo della corte russa ed i rapporti intercorsi nell'arco dei secoli tra i Romanov e la dinastia torinese dei Savoia.

Manifattura Gobelins. Pietro durante la tempesta sul lago Lagoda, 1814-1818, Arazzo, Francia

Fu Pietro il Grande, all’inizio del XVIII secolo, a favorire l’apertura del grande Impero russo agli stili di vita occidentali mediante l’attuazione di riforme politiche, sociali e culturali. Si guardava, infatti, all’Occidente per il gusto ricercato e per la moda raffinata, per questo artisti e architetti italiani vennero chiamati per tutto il Settecento a lavorare nelle residenze degli Zar. L’architetto Nicola Michetti fu per molti anni il primo architetto di corte di Pietro il Grande. Ancora più noti furono Bartolomeo Rastrelli e suo padre.

Virgilius Eriksen, La Zarina Caterina sul suo cavallo Brillante, 1762

Il legame con la Venaria Reale e la dinastia sabauda si concretizzò già verso la fine del Settecento, quando nel corso del Gran Tour tra le maggiori capitali europee il futuro zar Paolo I visitò proprio Torino e la Venaria Reale. Il primo viaggio dei Savoia in Russia, invece, fu nel 1870 per poi rinnovarsi nell’estate del 1876 quando il principe Umberto I, in compagnia della moglie Margherita, fu accolto dall'imperatore Alessandro II proprio a Peterhof, dove in loro onore il coreografo dei balletti imperiali mise in scena Sogno di una notte di mezza estate su una delle isole di fronte a Peterhof. L’ultimo incontro ufficiale tra gli esponenti dei due casati avvenne nel 1909 quando lo zar Nicola II fece visita a Vittorio Emanuele III nel Castello Reale di Racconigi.




Meraviglie degli zar. I Romanov e il Palazzo Imperiale di Peterhof, 16 luglio 2016 - 29 gennaio 2017, Sala delle Arti I piano, La Venaria Reale, Piazza della Repubblica 4, Torino. Per maggiori info e l’acquisto dei biglietti cliccare qui.
luglio 26, 2016 / di / 0 Comments

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