4 luglio 2016

In partenza la prima edizione del Gibellina Photoroad

Gibellina, nella provincia siciliana di Trapani, detta anche Gibellina Nuova è sorta dalle ceneri di Gibellina Vecchia in seguito al terremoto del Belice del 1968. Il nome della città, che secondo alcuni storici fu fondata dagli Arabi nell'Alto Medioevo, si suppone derivi dall’arabo Gebel (montagna, altura) e Zghir (piccola), perciò significa Piccola Montagna; il centro medioevale si formò nel secolo XIV intorno al castello edificato da Manfredi Chiaramonte.

Dopo il devastante evento sismico del 1968 la città è riuscita a diventare uno dei più grandi  musei di arte contemporanea a cielo aperto nel mondo, grazie al contributo creativo di numerosi artisti chiamati dal sindaco dell’epoca, Ludovico Corrao. Questo spiega le cinquanta opere d’arte disseminate per le strade urbane e appartenenti ad artisti come Pietro Consagra, Mimmo Paladino, Carla Accardi, Emilio Isgrò, Fausto Melotti e molti altri.

Grande Cretto

La nuova città sorge a 15 km dalla vecchia, sopra le cui macerie Alberto Burri ha realizzato il Grande Cretto, una delle opere ambientali più grandi e conosciute nel mondo (l’opera copre un’area di 90.000 mq).

Gibellina è per questo una città nata da una catastrofe naturale ma anche dall’energia umana e da quella catartica dell’arte e della cultura.

In questo contesto unico, si svolgerà la prima edizione del Gibellina PhotoRoad, un Festival internazionale di fotografia che riempirà le strade e gli spazi pubblici della città con mostre ma anche proiezioni, incontri, workshop e letture.

Daesung Lee, On the shore of a vanishing island

A fare da argomento di traino per questa prima edizione sarà il tema del “disordine”, poiché la fotografia stessa è disordine, mezzo ambiguo per eccellenza, “fin dalle sue origini portatrice di scompiglio nelle arti, sospesa tra oggettivismo e documentazione, e tra astrazione e sperimentazione. Ancor più oggi, nel caos visivo della contemporaneità, dove tutto è immagine e dove l’immagine è al centro della storia”, come si legge dal sito stesso della rassegna.

Emma Wieslander, From the series Wish You Were Here

Il «disordine», parola chiave del nostro tempo, puntellato di cataclismi, turbamenti e sperimentazioni, non è caos né anarchia. È invece un movimento continuo, non lineare, che si oppone all’ordine statico, producendo connessioni inedite in cui fioriscono arti, avanguardie, rivoluzioni. Senza disordine non c’è storia, progresso e libertà.

E proprio Gibellina, città insolita e unica, nata dal disordine di un terremoto,  si interroga su questo tema fin dai giorni del sisma.

Giulio Piscitelli, From there to here

Previsti lavori e allestimenti come Italian quakes and other diseases, ricerca di Barbieri sui disastri naturali e umani che cambiano il paesaggio, il progetto di video-mapping Planet A di Danilo Torre, e poi ancora i ritratti di Daesung Lee realizzati sull’isola di Ghororama mentre la terra scompare sotto i piedi dei suoi abitanti a causa dei cambiamenti climatici, dalla Sicilia infine inevitabile uno sguardo al Mediterraneo e oltre: la Grecia provata dalla crisi economica e dall’austerità, il viaggio dei migranti verso l’Europa in From there to here di Giulio Piscitelli.

Issa Touma, Women We Have Not Lost Yet

Nelle trenta mostre in programma, c’è spazio anche per la resistenza delle donne di Aleppo fotografate da Issa Touma e Sinai Park di Andrea & Magda, che raccontano l’abbandono dell’Egitto come meta turistica a causa del terrorismo e dell’instabilità politica.

Andrea&Magda, Sinai Park

Esposizioni molte delle quali ideate e progettate per interagire con il tessuto circostante grazie anche a presenze indubbiamente degne di nota come Olivo Barbieri, Mimmo Jodice, Letizia Battaglia, Issa Touma e molti altri.  




Gibellina Photoroad - Festival Internazionale di Fotografia Open Air, 29 luglio - 31 agosto 2016, Gibellina e dintorni. Per maggiori informazioni:  http://www.gibellinaphotoroad.it/il-festival/ oppure mandare una mail a info@gibellinaphotoroad.com
luglio 04, 2016 / di / 0 Comments

Nessun commento:

Posta un commento