10 giugno 2016

Extraordinary Visions al Museo MAXXI

E’ stata inaugurata il giorno della festa della Repubblica, il due giugno, presso il MAXXI - Museo delle Arti del XXI secolo a Roma, la mostra “Extraordinary Visions. L’Italia ci guarda”, una collettiva con scatti realizzati dai maggiori fotografi italiani naturalmente, ma anche stranieri. Una quarantina in tutto tra i quali si distinguono Gianni Berengo Gardin, Franco Fontana, Olivo Barbieri, Armin Linke, Petra Noordkamp, Ferdinando Scianna e molti altri.


Ciascuno ha offerto il proprio sguardo, la propria visione sulla penisola italiana. Ne è venuto fuori un puzzle di colori e di poesia e allo stesso tempo un documentario, sociale e istituzionale, dell’Italia degli ultimi decenni che racconta paesaggi sublimi e allo stesso tempo compromessi dal degrado, città ideali e periferie abusate, architetture d’autore e spazi urbani ai margini.  

Simile ad uno specchio capace di restituire le nostre contraddizioni attraverso tanti frammenti, tali sono gli sguardi d'autore invitati a raccontare per immagini questo territorio ricco di fascino ma anche di contraddizioni.

Sicilia

In mostra vi è pure il progetto Corpi di Reato di Tommaso Bonaventura, Alessandro Imbriaco e Fabio Severo: 35 fotografie di piccolo formato e la grande stampa Fascicoli del Maxi Processo 1986-1987, Palermo che raccontano le mafie invisibili e diffuse, e che entreranno a far parte della collezione del MAXXI Architettura.

Bonaventura, Imbriaco, Severo, Vista dalla terrazza della casa di Francesco Schiavone, Casal di Principe, Caserta, 2013

La rassegna espositiva, che celebra così i 70 anni della Repubblica italiana, si articola in 4 sezioni:

Arte, architettura, cultura ovvero le rappresentazioni del mondo dell’arte, dell’architettura, della moda, che costituiscono la radice identitaria del nostro Paese: i ritratti degli artisti della Biennale di Venezia ad opera di Ugo Mulas e le fotografie di Massimo Piersanti dell’archivio Graziella Lonardi Buontempo dialogano con le eccellenze dell’architettura riprese da grandi autori. Le costruzioni del Foro Italico fanno da sfondo ai ritratti di moda di Giovanni Gastel che ha saputo celebrare il made in Italy, così come le immagini di Ferdinando Scianna, realizzate per la prima campagna pubblicitaria di Dolce & Gabbana, hanno integrato l’indagine antropologica con la fotografia di moda.

Ferdinando Scianna

Res publica: fa parte di questa sezione il lavoro di Armin Linke, Il Corpo dello Stato, dove l’artista indaga le stanze “segrete” del Potere, i luoghi fisici nei quali viene esercitato il potere decisionale. La Sicilia si offre come specchio delle contraddizioni che attraversano tutto lo stivale: le fotografie di denuncia ecologica di Letizia Battaglia si confrontano con le nuove forme di una mafia che fa sistema, insinuandosi negli spazi comuni, come testimonia il progetto Corpi di reato di Alessandro Imbriaco, Tommaso Buonaventura e Fabio Severo, documentazione fotografica sui luoghi di residenza dei membri di organizzazioni mafiose, diffusi in tutta Italia.

Armin Linke, Il corpo dello Stato. Investitura dei Vescovi, San Pietro 

Paesaggi contemporanei: l’Italia solitamente esprime una fisicità sublime, connotata, pacifica, un’immagine che spesso è stereotipata. Sul rapporto tra questa immagine e il panorama postmoderno, che ha ridisegnato le periferie delle nostre città, si è posato lo sguardo della storica generazione di fotografi che, a partire dagli anni Ottanta, si sono dedicati a riscrivere l’immagine dell’Italia: Luigi Ghirri, Mario Cresci, Guido Guidi. Un’altra interpretazione, altrettanto intensa, è quella di Franco Fontana, che di quei paesaggi offre una visione straniante ed estatica.

Franco Fontana, Basilicata Landscape, Italy

Città, comunità, lavoro dove dal paesaggio si torna infine all’uomo, elemento centrale ed attivatore di forze, energie intellettuali e produttive. Nell’ultima sezione in mostra, il mondo del lavoro è raccontato dalle storiche testimonianze di Tano D’Amico e Paola Agosti (gli scioperi, le occupazioni, il lavoro femminile), dalle immagini di raffinerie di Paolo Pellegrin fino a quelle più recenti dei concorsi pubblici documentati da Michele Borzoni.

Le sezioni sono arricchite da video e photoscreening e una menzione di rilievo è rivolta infine al progetto speciale Inside Out di JR cui il MAXXI ha aderito con il lavoro Costruiamo la comunità del XXI secolo, a cura del Dipartimento Educazione: un caleidoscopio di ritratti “multietnici” di grande espressività, frutto di un workshop realizzato con la scuola Guido Alessi, installati sulla facciata esterna della “Palazzina D”, l’ex caserma nella piazza del Museo.




Extraordinary Visions. L’Italia ci guarda, 2 giugno - 23 ottobre 2016, MAXXI - Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo, Via Guido Reni 4/A, Roma. Info su orari e biglietti qui.
6/10/2016 01:23:00 AM / di / 0 Comments

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