30 marzo 2016

Antonio Ligabue, tormenti ed incanti a Palermo

Antonio Laccabue, meglio conosciuto col cognome Ligabue, visse fin dagli albori della sua esistenza non pochi travagli: fu dato in adozione dalla madre naturale, un’italiana emigrata, ad una famiglia svizzera tedesca che, dopo un po’ di tempo, lo affidò a sua volta ad un istituto per ragazzi difficili da dove fu espulso a sedici anni.

Con queste premesse non poteva certo il suo temperamento essere quello di una persona tranquilla e moderata; selvaggio e imprevedibile, per tutta la vita fu considerato un matto tanto da essere internato più volte in manicomio, oltre ad aver subìto un’espulsione dal suo paese natale, la Svizzera.

L’arte, e in particolar modo (ma non solo) la pittura, fu per Ligabue la miglior valvola di sfogo per incanalare e contenere le proprie smanie facendo da contorno, almeno inizialmente, ad un’esistenza solitaria e raminga.

Antonio Ligabue, Autoritratto con berretto da motociclista, 1954 -55, olio su tavola di faesite

Considerato con Pietro Ghizzardi il capostipite dell’arte naif italiana, il suo linguaggio pittorico, maturato al di fuori di ogni accademia, esprimeva temi naturalistici (animali in lotta e paesaggi sono stati i suoi soggetti preferiti) con violenze di segno e di colore per i quali è stato anche, da alcuni critici, accomunato ad un altro genio irrequieto quale Vincent Van Gogh.

In ricordo del talento, fuori dai canoni tradizionali, di Antonio Ligabue è la mostra Antonio Ligabue. Tormenti ed incanti visitabile presso le sale Duca di Montalto del Palazzo dei Normanni (detto anche Palazzo Reale) di Palermo.

Curata da Sandro Parmiggiani, direttore della fondazione Museo Antonio Ligabue, e promossa dalla Fondazione Federico II, l'esposizione nel suo allestimento concreto vuole restituire al pubblico un excursus storico e critico sull'attualità dell'opera dell’artista italo-svizzero.

Antonio Ligabue, Gatto con topo, 1956- 57, olio su tavola di faesite

L'intento della mostra è quello di far conoscere i diversi esiti artistici delle sua lunga attività, che si estende dagli anni Venti del secolo scorso fino al 1962. Raccolta in tre sezioni, la rassegna accoglie anche quattro opere inedite, mai esposte prima, che rappresentano figure di animali.

Due  i filoni principali cui si è dedicato Ligabue nella sua arte: gli animali esotici, specie quelli che abitano le foreste, e comunque tutti quelli che possono essere definiti predatori; animali la cui anatomia, comprese le posture tipiche assunte nelle fasi della caccia, il pittore studiava accuratamente mediante l’osservazione diretta ma anche in base a varie fonti iconografiche. E poi gli autoritratti, un capitolo di dolente, amara poesia, orgogliosa dichiarazione del suo valore d’artista e della sua identità di uomo, molte volte dileggiata e irrisa.

Antonio Ligabue, Ritorno dai campi con castello, 1950 - 55, olio su tavola di faesite

Anche i paesaggi sono stati tra i temi privilegiati da Antonio Ligabue, specie quelli della pianura padana dove egli visse. Paesaggi dai quali irrompono, spesso, sullo sfondo le raffigurazioni dei castelli e delle case della natia Svizzera, esito di una memoria che, nonostante le afflizioni, tenacemente serbava immagini e ricordi del passato.



Antonio Ligabue. Tormenti ed incanti, 19 marzo - 18 settembre 2016, Sale Duca di Montalto di Palazzo Reale - Piazza Indipendenza 1, 90129, Palermo. Per maggiori informazioni sulla mostra, compresi costi e orari, cliccare qui.



3/30/2016 02:03:00 PM / di / 0 Comments

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