11 febbraio 2016

L’Eccentrica natura di Bartolomeo Bimbi a Palazzo Madama di Torino

Il pittore Bartolomeo Bimbi, nato a Firenze nel 1648, fu piuttosto operoso presso la corte dei Granduchi di Toscana - quella di Cosimo III dè Medici per intenderci - che negli immensi terreni fiorentini di cui disponevano diedero vita a numerose colture dove poter studiare la varietà delle specie vegetali, sperimentando nuovi innesti e introducendo essenze e sementi sconosciute, a riprova della loro vocazione scientifica e catalogatrice.

Cosimo III 

Il loro scopo, va detto, era anche nobile poiché essi si proponevano di tramandare le loro ricerche ai posteri come prezioso contributo alla valorizzazione e alla conservazione delle varie tipologie botaniche. Prezioso per i Granduchi di Toscana, nell’ottica di questo lavoro di ricerca e catalogazione, fu il contributo del botanico di corte - Pier Antonio Micheli -  ma anche quello del pittore Bartolomeo Bimbi poiché da un’esigenza pratica sorse al contempo la necessità di rappresentare i generosi prodotti dei giardini e degli orti, e questo certamente contribuì a gettare le basi di un particolare genere di pittura, affine alla natura morta per soggetto ma diversa negli intenti in quanto la finalità documentaria prevaleva su quella estetica e simbolica.

Cardo maggiore di Spagna

 Bimbi fu artista formatosi nella bottega di Filippo Lippi, le sue nature morte si distinsero per il registro illustrativo utilizzato nella sua pittura con l’intento di raffigurare animali e frutti in base alla specie, alla stagione e alla provenienza in modo da contribuire alla loro stessa catalogazione, come voleva Cosimo III.


Quattro cedrati di Firenze su un piatto di ceramica

Così il pittore ha sapientemente delineato le meraviglie prodotte dalla natura dipingendo agrumi, vegetali,  grappoli d’uva, ma anche immense zucche, cedri giganteschi e bitorzoluti, cocomeri, e molto altro: dalla «Zucca dei monaci di Monteoliveto» al «Cedrato di Firenze su un piatto di ceramica», dai «Ricci con castagne di Saturnana» al «Popone «cotignolo» del marchese Capponi».  Mirabilia che il granduca si procurava in terre lontane o che gli erano offerti in dono, quando non si trattava di quei prodotti straordinari e mostruosi che talvolta la natura si divertiva a fabbricare nei suoi stessi orti.

Cavolo torzuto in vaso

Il frutto di questo grande lavoro di catalogazione scientifica è un corpus di opere unico nel panorama pittorico italiano, annoverabile tra i vertici della pittura di natura morta dell’epoca, oggi conservato al Museo di Storia Naturale dell’Università degli studi di Firenze e al Museo della natura morta nella Villa Medicea di Poggio a Caiano, da cui provengono i 25 dipinti facenti parte della mostra, allestita presso la Sala Quattro Stagioni di Palazzo Madama di Torino, Eccentrica natura. Frutti e ortaggi stravaganti e bizzarri nei dipinti di Bartolomeo Bimbi per la famiglia Medici.

Popone Ponte a Cappiano

L’esposizione, attiva dal 29 gennaio, arricchita da un allestimento scenografico e spettacolare è accompagnata anche da una sessantina di magnifici modelli in cera raffiguranti frutti a grandezza naturale sempre provenienti dal museo universitario fiorentino. Le riproduzioni, realizzate da alcuni sapienti ceraioli come Clemente Susini, Francesco Calenzuoli, Luigi Calamai, costituiscono una collezione unica al mondo per bellezza e rigore scientifico.




Eccentrica natura. Frutti e ortaggi stravaganti e bizzarri nei dipinti di Bartolomeo Bimbi per la famiglia Medici, 29 gennaio - 11 aprile 2016, Sala Quattro Stagioni di Palazzo Madama - Piazza Castello 10122, Torino. Per informazioni su biglietti e orari: http://www.palazzomadamatorino.it/it/visitare-il-museo/biglietti
2/11/2016 12:03:00 PM / di / 0 Comments

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