10 settembre 2015

A Bari il Museo Foto Festival, dall'11 settembre all'11 ottobre

“Scopo di ogni artista è arrestare il movimento, che è vita, con mezzi artificiali, e tenerlo fermo ma in tal modo che cent’anni dopo, quando un estraneo lo guarderà, torni a muoversi, perché è vita”. 

Con questa citazione attribuibile a William Faulkner è possibile presentare il primo Festival della Fotografia che si svolgerà tra settembre ed ottobre nella città di Bari, dall’ 11 settembre all’11 ottobre, il Museo Foto Festival.

A promuovere la manifestazione dedicata all’arte visuale è il Museo della Fotografia del Politecnico di Bari, avendo come priorità la necessità di far conoscere al grande pubblico alcuni degli autori che hanno indagato il Paesaggio tra la fine del secolo scorso e l’inizio del terzo millennio, le cui foto sono conservate nel Fondo Fotografico del Museo. Non una semplice memoria “del come eravamo”, ma un vero e proprio archivio di opere d’arte.


I fotografi coinvolti, in assoluta libertà, hanno concepito un’interpretazione soggettiva e creativa dei Paesaggi urbani, sociali e naturali, dando spazio alle modificazioni del territorio coerentemente con la trasformazione dei linguaggi visivi.

Il diffuso interesse verso le iniziative culturali e formative sviluppate nel corso del tempo dal Museo del Politecnico, specie quelle dedicate alla comunicazione visiva, parallelamente ad un ampio e vivace fermento per questi temi da parte di singoli e di associazioni di antica e recente formazione, ha indotto a promuovere il primo Fotofestival nel capoluogo pugliese, cercando di attribuire la giusta attenzione alla contemporaneità e alle relative tecnologie, dando spazio ai movimenti artistici, alle donne, ai giovani di talento, ai curatori, ai teorici della fotografia, e anche alle visioni appartenenti ai fotografi di grande spessore artistico.

La rassegna, che vede al tempo stesso il coinvolgimento di giovani autori emergenti, sarà caratterizzata non solo da mostre ma anche da seminari, workshop, presentazione di libri ed altro, includendo l’utilizzo di strutture adibite ad esposizioni fotografiche e - al contempo - luoghi e spazi dalle diverse identità come piazzette, strade pedonali, vetrine di negozi, esercizi commerciali, ecc. consentendo, così, alla fotografia, e all’arte in genere, di essere vissuta in maniera spontanea, dal basso, a partire dai cittadini e dai turisti di qualsiasi età.






12:23:00 / di / 0 Comments

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