21 maggio 2015

Il Bel Paese in mostra a Ravenna

Furono già Dante (“Le genti del bel paese là dove ’l sì sona”, Inferno, XXXIII, vv 79-80) e Petrarca (“il bel paese Ch’Appennin parte, e ’l mar circonda et l’Alpe”, Canzoniere, CXLVI) ad usare il termine bel paese per indicare l’Italia, la Penisola per eccellenza.

Fin dalle prime testimonianze scritte l'Italia è sempre stata definita come una terra 'bella' in tutte le sue parti e particolarmente adatta alla vita degli uomini. La varietà del suo territorio, difatti, unita ad una posizione geografica strategica ha da sempre offerto la presenza di numerosi e affascinanti paesaggi naturali anche piuttosto diversi tra loro.

Ed è proprio il paesaggio italiano, con la sua straordinaria bellezza, il soggetto principale attorno al quale ruota la mostra  Il Bel Paese. L’Italia dal Risorgimento alla Grande Guerra, dai Macchiaioli ai Futuristi, in corso dal 22 febbraio e visitabile fino al 14 giugno presso il Museo d’Arte della città di Ravenna, la quale diventa così un  pretesto per raccontare gli anni che vanno dall’epoca risorgimentale sino a quelli della Grande guerra, un periodo di fondamentali cambiamenti per la penisola italiana: mutamenti politici, economici, sociali e culturali che ne modificarono il profilo e trasformarono anche il modo di fare arte.

Filippo Palizzi, Fanciulla sulla roccia a Sorrento, olio su tela, 1871, Fondazione Internazionale Balzan

La mostra, curata da Claudio Spadoni, si apre con un’ampia sezione introduttiva arricchita dalla presenza di alcuni dei più noti dipinti di Induno, Fattori, Lega, Guaccimanni, dedicati all'epopea risorgimentale.

Per poi passare a diversi altri capitoli di questo viaggio nel tempo lungo la nostra penisola, con dipinti dei maggiori artisti dell'epoca come FontanesiCaffi, Lega, Costa, Bianchi, PalizziPreviati, Segantini: vette alpine, vedute lacustri, i più ammirati paesaggi marini, e scorci tra i più pittoreschi delle città e mete più celebri, come Venezia, Firenze, Roma, Napoli, nelle diverse declinazioni degli interpreti di punta del secondo Ottocento italiano, nonché di diversi artisti stranieri.

Ettore Tito, La mia rossa, 1888, olio su tela, Fondazione Internazionale Balzan

ll Bel Paese è altresì raccontato, oltre che per l’intrinseco fascino degli scorci naturali, per la straordinaria, inconfondibile compenetrazione di natura e sedimento culturale, memorie storiche, comprese immagini suggestive di tradizioni e costumi, grazie ad opere di figure come Michetti, Signorini, Lega, Morbelli, e con rappresentazioni della vita quotidiana di una società ancora rurale ma  che lentamente si avvia all’industrializzazione, grazie ad artisti quali Fattori, Cannicci, Cammarano, Boccioni.

A dar lustro ai molteplici aspetti del territorio nostrano non manca la caratterizzazione di  personaggi di diversa condizione sociale offerta da Lega, Cremona, De Nittis, Boldini. Quasi un album di famiglia  di oltre un secolo fa a memoria di  'come eravamo'. In questo anche la ricca sezione dedicata alla fotografia, dagli esordi alla sua progressiva affermazione, ha una parte molto importante, con alcuni dei suoi storici pionieri.

Ippolito Caffi, La girandola a Castel Sant'Angelo, olio su tela, collezione privata

La parte conclusiva dell’esposizione implica una sintesi di queste diverse sezioni, con opere realizzate  tra il primo e il secondo decennio del '900 e che documentano le premesse  divisioniste chiaramente innestate in un clima europeo, e poi l'avvento del Futurismo, l'avanguardia  guidata da Filippo Tommaso Marinetti, con artisti quali Boccioni, Balla, Depero, Carrà, Russolo, decisi a spazzare via ogni residuo della cultura e della sensibilità ottocentesche, prima che  la Grande Guerra, vero spartiacque tra i due secoli, segni profondamente la continuità e le avveniristiche utopie del movimento.





Il Bel Paese. l’Italia dal Risorgimento alla Grande Guerra, dai Macchiaioli ai Futuristi, 22 febbario -  14 giugno 2015, Museo d’Arte di Ravenna - via Di Roma 13. Per info su biglietti e orari visitare il sito del Museo oppure mandare una mail a info@museocitta.ra.it.
maggio 21, 2015 / di / 0 Comments

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