29 aprile 2015

Jane Perkins e l’arte del riciclare i quadri più celebri

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. Si potrebbe prendere in prestito questa citazione, esplicitata a suo tempo dal chimico francese Antoine Lavoisier in relazione alla legge di conservazione della massa, per definire la nobile arte del riciclo, ossia il ri-utlizzare oggetti che si presume non soddisfino più il loro scopo originario in modo da adattarli a nuovi obiettivi: ecco così che delle bottiglie di plastica possono essere utilizzate per creare una lampada, un maglione dimenticato nell'armadio ritorni utile sotto forma di borsa. Una pratica usufruibile per il cibo, l’ambiente e, naturalmente, l’arte.


Tra coloro dediti al riciclo artistico e degni di attenzione vi è l’inglese Jane Perkins, appassionata di arte che dopo aver fatto l’infermiera a Londra per più di una decina d’anni non s’è lasciata sfuggire l’occasione di dare adito al proprio potenziale creativo diplomandosi in Textiles e specializzandosi in riciclo artistico, cominciando così a creare opere con l’ausilio di vecchi gioielli, giocattoli plastificati, monete, mollette, conchiglie e tanto altro ancora. Fino a decidere, qualche anno fa, di realizzare quadri che s’ispirassero alle icone del passato ma anche del presente come Marylin Monroe, la celebre fanciulla raffigurata nella Ragazza con l’orecchino di perla, Barack Obama, Nelson Mandela, e via discorrendo, ricorrendo per far ciò proprio ai materiali prima citati.


Un’arte, quella della Perkins, che denota armonia, dimestichezza ed equilibrio: nessuna aggiunta di colore caratterizza i suoi quadri poiché sono gli oggetti impiegati a dare essi stessi differenti toni cromatici, di volta in volta, alle opere. Il lavoro dell’artista in definitiva si basa su un occhio esperto che ben si coniuga con la capacità di assemblare il tutto nell'insieme.






4/29/2015 02:47:00 PM / di / 2 Comments

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