8 febbraio 2015

I capolavori dell’Impressionismo russo in anteprima a Venezia

L’Impressionismo denomina quella corrente artistica sviluppatasi principalmente in Francia verso la seconda metà dell’Ottocento e poi diffusasi a macchia d’olio nel resto d’Europa e anche in America. I pittori impressionisti erano accomunati dalla tendenza a dipingere le loro opere en plain air, ossia all’aperto, a diretto contatto con la natura in una sorta di ribellione nei confronti della concezione accademica dell’arte, abitualmente creata in contenitori o spazi chiusi come gli atelier.

Secondo le loro convinzioni dipingendo all’aperto l'occhio avrebbe potuto cogliere l'infinita gamma di colori che mutavano continuamente con il variare della luce; per questo l’Impressionismo rappresentò dunque un nuovo modo di vedere e rappresentare la realtà.

Anche in Russia la corrente impressionista trovò accoglienza, seppur un ventennio dopo l’affermazione del movimento francese: i giovani russi, specie quelli che avevano soggiornato in Francia studiando presso le botteghe e le accademie parigine, non si sottrassero all’influenza dell’Impressionismo che comunque modellarono in base alla propria sensibilità e cultura.

A contribuire alla diffusione di questo stile artistico in Russia furono anche alcuni ricchi e generosi collezionisti, come il principe Sergei Scukin e l’industriale Ivan Morozov, che di ritorno dai loro viaggi in terra francese portarono a Mosca più di 350 quadri impressionisti e post-impressionisti - impresa che ricorda le gesta di un’altra grande mecenate quale fu Caterina la Grande - aprendo le porte delle loro grandi dimore ad artisti, studiosi ed appassionati offrendo loro così l'opportunità di scoprire la pittura moderna in quantità e condizioni che non avevano precedenti in alcun altro paese europeo.

Non meno importanti furono le varie mostre dedicate all'arte francese moderna in Russia: una delle più famose fu quella tenutasi a Mosca nel 1891, in cui Vasilij Kandinskij rimase affascinato da uno dei «Covoni» di Monet.


L'impressionismo russo, che in precedenza era stato un aspetto marginale del realismo, divenne pertanto una corrente artistica autonoma con una propria etica ed estetica che pur mantenendo i tratti comuni di quello europeo fu plasmato generando un'interessante fusione della tradizione con la modernità.

Sarà possibile ammirare una cinquantina di capolavori dell’Impressionismo russo nell’ambito della mostra A occhi spalancati. Capolavori dal Museo dell'Impressionismo Russo di Mosca, allestita negli spazi di Palazzo Franchetti, a Venezia, dal 13 febbraio al 12 aprile in anteprima internazionale (dopo quella tenutasi lo scorso autunno in Russia nel Museo di Ivanovo) dato che in seguito le opere esposte entreranno a far parte di un nuovo museo che verrà inaugurato a Mosca il prossimo autunno.

L’importante rassegna mira a far conoscere le tendenze artistiche che si delinearono tra la fine del XIX secolo e gli inizi di quello successivo, ancora poco conosciute, contribuendo in tal modo a far luce sul ruolo internazionale svolto dalla Russia dell’epoca. 

Tra gli impressionisti russi maggiormente degni di nota vi sono: Konstantin Korovin, il più famoso esponente dell'Impressionismo russo, Valentin Serov e, tra gli altri, Vladimir Rogozin e Valerij Kosljakov, che pur non essendo considerati impressionisti in senso stretto raccolgono, idealmente ed efficacemente, in chiave contemporanea l'eredità dei predecessori e della loro ricerca espressiva.


A occhi spalancati. Capolavori dal Museo dell'Impressionismo Russo di Mosca, 13 febbraio - 12 aprile 2015, presso Palazzo Franchetti - Campo Santo Stefano, San Marco 2847 - Venezia. Apertura al pubblico: da martedì a domenica con orario 10-18. Ingresso libero. Info mail: info@palazzofranchetti.it
febbraio 08, 2015 / di / 0 Comments

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